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SOS acqua

Il 21 agosto scorso a Stoccolma si è aperta la settimana mondiale dell’acqua, che ha portato nella città svedese circa 2.300 delegati di circa 130 nazioni di tutto il mondo. Ad aprire la la conferenza iniziale è stato il rapporto che è stato fatto dal Programma della Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) insieme all’istituto internazionale di gestione dell’acqua (Iwmi). Ma purtroppo non è stato un resoconto molto positivo. Infatti, l’ONU ha evidenziato come nel mondo esistano circa 1,6 miliardi di persone vivono in zone con un alta siccità. Il maggior tasso di mortalità sia nei bambini, ma anche nelle madri, è proprio da addebitare alla carenza idrica, in particolare per quanto riguarda i servizi basilari. E se non si avviano immediati provvedimenti, il numero potrebbe anche aumentare fino ad arrivare a circa 2 miliardi.

Inoltre, con il continuo aumento dell’urbanizzazione, nel 2050, quando la popolazione mondiale sarà di circa 9 miliardi, si avrà la necessità di una quantità maggiore di acqua.
Quindi il futuro. Pensare al domani, in quanto le prospettiva ad oggi non sono molto confortanti. L’approvvigionamento idrico, e soprattutto nuove politiche di gestione dell’acqua dovranno essere alla base di un nuovo atteggiamento che si speri possa essere uscito da questa settimana.
Per quanto riguarda l’Italia, che esce reduce dal referendum abrogativo sulla privatizzazione dell’acqua, la situazione non è delle migliori. Il WWF sottolinea come anche nel nostro paese la gestione delle acque pubbliche sia rimasto a dei livelli molto arretrati. Tutto ciò viene addebito, dagli stessi vertici del WWF, alla mancata attuazione della direttiva europea per quanto riguarda la gestione dell’acqua pubblica, che se messa in atto, ne eviterebbe un uso sproporzionato e si garantirebbe anche un maggiore equilibro nella distribuzione idrica.


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