Spagna, omicidio Federica Squarise: assassino presto libero
Spagna, omicidio Federica Squarise: assassino presto libero
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Spagna, omicidio Federica Squarise: assassino presto libero

Spagna

La ragazza era stata violentata e strangolata nel 2008 a Lloret de Mar ed ora il suo killer potrebbe avere uno sconto della pena.

La morte di una figlia non è mai facile da superare, soprattutto quando sai che il suo addio è derivato da un atto crudele di un uomo che, prima di ucciderla, l’ha violentata. Voltare pagina, diventa ancora più difficile quando vieni a sapere che il colui che ha strappato la vita a tua figlia, rischia di uscire prima dal carcere. E’ questo quanto potrebbe accadere in Spagna a Victor Diaz Silva, il killer che il 30 giugno 2008 stuprò e strangolò Federica Squarise, 23 anni, a Lloret de Mar in Spagna. Per quel tremendo gesto, “El Gordo” ebbe una condanna di 17 anni e nove mesi. Secondo quanto viene riportato dal ‘Gazzettino Veneto’, Victor Diaz Silva, potrebbe tornare in libertà dopo soli 10 anni di carcere. Una decisione che ha gettato nello sconforto la famiglia della padovana uccisa, che hanno chiesto ai giudici spagnoli di non dargli permessi perché potrebbe cogliere l’occasione per scappare dalla Spagna.

Spagna: assassino presto libero

In base alle leggi spagnole, un detenuto può ricevere dei permessi premio dopo aver scontato almeno due terzi della pena.

Una possibilità, che ha infastidito non poco i genitori di Federica Squarise, Ruggero e Maria Grazia, che non si fidano minimamente di quell’uomo che ha ucciso la loro figlia. Per questo motivo, tramite il legale, Agnese Usai, hanno espresso tutti i loro dubbi e la loro rabbia nei confronti di una possibilità del genere. Secondo quanto riporta il ‘Gazzettino Veneto’, i genitori della ragazza padovana pensano che Victor Diaz Silva potrebbe cogliere l’occasione per lasciare il Paese. Una preoccupazione, quella dei genitori di Federica, derivante dalla troppa flessibilità che la polizia spagnola dimostrò il 30 giugno 2008, quando definì la scomparsa della 23 enne come un “allontanamento volontario”, per poi trovare il suo corpo nudo una settimana dopo nascosto in un parco non distante dal centro della cittadina spagnola.

Come detto in precedenza, ad esprimere il rammarico ed i dubbi della famiglia Squarise, c’ha pensato l’avvocato Agnese Usai, che ha detto: “Confidiamo che la condizione di quel soggetto, che era e rimane clandestino, e nell’estate del 2008 si trovava a Lloret de Mar da soli quattro giorni, porti i giudici a pensare bene alle loro azioni. Che permessi premio gli vanno riconosciuti? Ha già avuto l’attenuante della collaborazione, in parte falsa dal momento che è stato arrestato mentre stava scappando: sì, messo alle strette ha parlato, ma se si trovasse di nuovo in libertà, non mi stupirei se come prima cosa gli venisse in mente di darsi di nuovo alla fuga”.

Il legale della famiglia padovana ha colto l’occasione anche per ricordare che, il risarcimento che i giudici spagnoli avevano assegnato alla famiglia, 250mila euro, non sono mai stati elargiti. Questo perché, ‘El Gordo’ risulta nullatenente ed essendo arrivato da clandestino in Spagna, non venne nemmeno inserito nell’anagrafe tributaria. Quei soldi, la famiglia li avrebbe voluti utilizzare per mantenere in vita l’associazione intitolata alla figlia, Onlus per Federica, per aiutare le donne vittime di violenza. Ora però, tutto sembra esser svanito, e le possibilità che il killer di Federica riceva un “premio”, sarebbe l’ennesima beffa che la famiglia padovana riceve in tutta questa bruttissima e triste storia.

L’assassinio di Federica

Il fatto, avvenne il 30 gennaio 2008. Quella sera, la 23 enne Federica Squarise venne stuprata e strangolata da Victor Diaz Silva. La scomparsa della ragazza, allarmò subito i genitori che fecero richiesta d’intervento alla polizia spagnola. Intervento, che arrivò però solo una settimana dopo che il corpo nudo della giovane ragazza venne ritrovata in un parco. Tale ritrovamento, obbligò la polizia spagnola a non pensare più ad un “allontanamento volontario” quanto ad un omicidio.

L’inchiesta fu alquanto veloce e portò all’arresto del barista Victor Diaz Silva. Dopo una serie di interrogatori, il barista clandestino confessò e collaborò con gli inquirenti. Una scelta, quella di collaborare che gli permise di ottenere anche uno sconto di pena.

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