Sparatoria di Pegli: ritrovati passamontagna, guanti e arnesi da scasso
Sparatoria di Pegli: ritrovati passamontagna, guanti e arnesi da scasso
Genova

Sparatoria di Pegli: ritrovati passamontagna, guanti e arnesi da scasso

sparatoria
Una delle villette prese di mira dalla banda di ladri

Si stringe il cerchio nelle indagini per individuare i rei della sparatoria avvenuta martedì pomeriggio. All’interno della Toyota Yaris, che è stata fermata e sequestrata dalle forze dell’ordine, sono stati trovati arnesi di scasso, un passamontagna, torce, guanti e alcune torce.

Sparatoria, le indagini

E’ questione di ore. Le indagini stanno proseguendo con la massima scrupolosità del caso. Nei militari si fa sempre più chiaro il quadro della situazione: i due malviventi, di origine albanese a quanto confermato, saranno presto fermati.

Inoltre, prende sempre più strada la pista che siano gli stessi che hanno messo a repentaglio le abitazioni del ponente ligure con grandi furti. Da Cogoleto a Sciarborasca, fino ad arrivare alla Valpolcevera raggiungendo il Basso Piemonte, hanno messo a segno dei colpi all’interno delle villette e appartamenti.

Secondo le ultime indagini delle forze dell’ordine pare che la Toyota Yaris sia stata rubata proprio nella zona di Parodi Ligure e la denuncia sia stata presentata dai carabinieri di Gavi Ligure, in Piemonte.

E c’è stata una vera e propria collaborazione tra tutte le forze dell’ordine per arrivare al fine unico con la massima precisione e sicurezza nelle varie dinamiche d’indagine.

Nella Yaris anche delle impronte che fanno risalire velocemente ai due soggetti già noti come responsabili di reati commessi contro il patrimonio.

L’inchiesta è stata affidata dal pubblico ministero Marcello Maresca con la conferma di reati molteplici tra cui tentato omicidi, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale.

I residenti di Sciaborasca sono particolarmente terrorizzati da ciò che è accaduto nella sparatoria e una di loro, una vecchina del posto racconta alcuni particolari davvero strani, e spiega: “I ladri non sopportano i cani, si sa, abbaiano e segnalano la loro presenza.

Uno dei due ha lanciato in aria un cane di piccola taglia perché faceva troppo baccano, abbaiava insistentemente proprio contro al ladro. La mia vicina era terrorizzata. Molte villette sono state derubate. Oro, soldi, il cibo addirittura e strumenti musicali come chitarre; quelle che suonano i ragazzi”.

Lo stesso conferma il sindaco di Cogoleto, Mauro Carvelli, che ha detto: “I residenti parlano tra loro e si danno manforte sia con la semplice parol di coraggioa ma anche con metodi più rapidi, su facebook ad esempio e whatsapp. Questo per fare in modo di comunicare il più velocemente possibile nel caso in cui vi siano dei movimenti di veicoli sospetti. Inoltre, in giunta abbiamo dato via a dei gruppi di volontari che possano monitorare il territorio. Da martedì i carabinieri sono presenti veramente ovunque anche per dare una giusta parvenza di sicurezza alle persone spaventate, e sono tante. Ci sono alcune persone anziane che non escono di casa dalla grande paura.

In più i residenti temono di ritrovarsi da un giorno all’altro senza averi, senza i loro cari beni. Beni che sono preziosi o affettivi”.

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