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Sparatoria davanti a una moschea ad Avignone. 8 feriti

Due uomini hanno fatto una sparatoria davanti a una moschea, nel momento in cui la gente usciva dall'edificio. 8 feriti, di cui due gravi.

sparatoria

La sparatoria

E’ successo un’altra volta e un’altra volta non si sa se sia un terrorismo riuscito male o cos’altro. Ad Avignone, in Francia, alle 22:30 di ieri sera due uomini hanno fatto una sparatoria davanti a una moschea. La dinamica è questa: all’uscita della gente dalla moschea, un’auto si ferma proprio davanti alla moschea. Ne scendono due uomini: uno armato di pistola e l’altro di fucile. Davanti alla folla che lasciava l’edificio religioso i due si mettono a sparare (a giudicare dal risultato) in maniera indiscriminata. Compiuto il gesto folle, i due uomini sono fuggiti. Questo, almeno, è il resoconto della faccenda così com’è stato riportato dal quotidiano Le Provence. Come ogni volta che qualcuno compie una sparatoria, la scia di sangue innocente è lunga.

Il motivo

I due uomini che hanno fatto la sparatoria fuori dalla moschea hanno provocato ben 8 feriti, di cui due in condizioni tali da essere trasportati immediatamente in ospedale.

Fra i feriti, anche una bambina è rimasta coinvolta nella sparatoria improvvisa. Secondo la polizia, che ha iniziato a indagare al caso, non si è trattato di un gesto terroristico. Stanno puntando, invece, a cercare il vero destinatario della sparatoria. E’ più probabile, infatti, che gli uomini abbiano agito per ragioni personali, per un regolamento di conti in stile “mafioso”. In effetti la modalità di esecuzione è differente rispetto all’uomo che, sempre in Francia, pochi giorni fa caricò la folla fuori da un’altra moschea. Il bilancio di feriti, però, rispetto all’attentato dell’uomo in suv è decisamente superiore. C’è da chiedersi se l’obiettivo prescelto sia tra i feriti o se è scampato del tutto alla sparatoria.

Di nuovo paura

Non si è trattato di un attentato, ma di una regolazione di conti. Ma la paura provocata è stata la stessa di un attentato.

Forse anche questo faceva parte del piano dei due sicari. Mescolare la loro sparatoria tra i tanti gesti inconsulti compiuti in questi giorni da attacchi terroristici e risposte agli attentati terroristici. In questo modo non avrebbero collegato subito l’accaduto al bersaglio prescelto. Gioca a loro sfavore, però, il fatto che – se davvero stavano puntando qualcuno in particolare – quel qualcuno se l’è scampata. Che sia ferito o ancora vivo e vegeto, la loro “missione” sarebbe stata portata a compimento a metà. Ricorda quanto è accaduto un giorno fa a Napoli: due uomini in scooter dovevano uccidere un ex pentito di passaggio in una piazza, ma riescono solo a ferire un ragazzo. Questa volta è rimasta ferita più di una persona. Si spera che le indagini vadano avanti in maniera proficua.

E un po’ tutti sperano ci possa essere un capo d’imputazione che gli faccia pagare anche la paura che hanno diffuso simulando un atto terroristico. E’ solo paura, ma in questo periodo ce n’è già tanta.


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