Sparatorie USA scuola: problema sociale senza soluzione
Sparatorie USA scuola: problema sociale senza soluzione
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Sparatorie USA scuola: problema sociale senza soluzione

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Dopo che una bambina ha scritto a Trump di tutelare i bambini come lei, ennesima sparatoria negli Stati Uniti. Che sia un problema senza soluzione?

Continuano a piangere a disperarsi gli Stati Uniti, dopo l’ultimo cruento atto violento compiuto in Florida da un ragazzo di 19 anni. Un momento di pazzia, che ha portato alla morte 17 studenti e molti feriti. Mentre si continua a provare paura e sofferenza per quanto accaduto, ci si chiede come possano susseguirsi fatti del genere. A distanza di più di una settimana da un attentato in un’altra scuola americana, nessuno si sarebbe aspettato di rivivere le stesse sensazioni e di vedere morti altri studenti americani. La questione dell’utilizzo delle armi da fuoco, è sempre stato uno degli argomenti su cui tutte le amministrazioni americane hanno dibattuto in passato, senza però riuscire a trovare una valida soluzione per fermare stragi del genere. Giovani morti per colpa di uno scellerato che tiene in ansia tutti gli studenti americani. Una paura che ha spinto una bimba di 7 anni, Ava, ad inviare una lettera al Presidente Donald Trump, invitandolo a prendere seri provvedimenti a riguardo.

La richiesta di Ava a Trump

Più che una richiesta, è un appello affinché tutti gli studenti americani possano proseguire gli studi senza il terrore di poter morire da un momento all’altro, come è accaduto al suo migliore amico Jacob nel 2016.

“Il mio miglior amico, Jacob, è stato colpito ed è morto.

Questo mi ha fatto diventare molto triste. Lo amavo e avevo deciso che lo avrei sposato un giorno. Odio le pistole. Una di queste ha rovinato la mia vita e si è presa il mio migliore amico. Non voglio che succeda mai più. Come intende proteggere i bambini?Per favore tenga i bambini al sicuro dalle armi”. E’ questo l’appello lanciato dalla piccola Ava Rose Olsen al presidente americano Donald Trump, riportato dal quotidiano ‘Vanity Fair’.

Dal 2016 ad oggi, la bimba non è mai riuscita a dimenticato quanto è accaduto al suo migliore amico, diventando insicura e paurosa nei confronti di un mondo che invece dovrebbe tutelarla. Una paura, che non le ha consentito prima di un anno e mezzo di elaborare quanto è successo nel cortile della sua scuola. Adesso, la piccola Ava non va più a scuola e segue le lezioni da casa ma è riuscita a trovare il coraggio di scrivere al presidente americano, invitandolo a prendere seri provvedimenti in merito alla questione delle armi.

Secondo quanto riporta il Washington Post, la lettera fu inviata il 23 agosto 2017 e la risposta della Casa Bianca arrivò solo poco prima di Natale: “Cara Ava, grazie per la tua lettera. Sei stata molto coraggiosa a condividere la tua storia con me. La signora Trump e io siamo così dispiaciuti per la perdita del tuo amico, Jacob. Il mio obiettivo è quello di garantire che i bambini in America crescano in un ambiente sicuro e che abbiano le migliori possibilità per realizzare tutte le loro potenzialità”.

Una risposta cordiale e che sarebbe dovuta servire ad Ava per ritrovare di nuovo quella serenità perduta. La bimba però si sarebbe aspettata una risposta diversa, dove venivano indicate le azioni che avrebbe intrapreso l’amministrazione Trump per risolvere il problema, ma così non fu. Per questo motivo, Ava decise di scrivere nuovamente al presidente ringraziandolo per la sua risposta e dandogli dei consigli su come affrontare la situazione.

La piccola consigliò al presidente americano di spostare le scuole in aree più sicure e di aumentare il personale in modo tale da poter garantire la sicurezza degli allievi.

Inoltre, aiutare “le persone a capire cosa succede a bambini come me che hanno visto e sentito cosa accade quando una pistola colpisce qualcuno”.

Sparatorie a scuola: i precedenti

Secondo quanto è stato riportato dal ‘Washington Post’, dal 1999 ad oggi sono 135mila, tra bambini e ragazzi, le persone che sono rimaste coinvolte o chesono stati testimoni di sparatorie a scuola. Sei di queste, sono avvenute soltanto nelle ultime settimane con 3 ragazzi morti e 25 feriti. Come ricorda la stampa americana, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, il presidente Trump non ha mai fatto riferimento a tale questione, anzi ha evidenziato l’importanza del secondo emendamento, che consente il possesso e l’utilizzo delle armi.

Mentre però l’amministrazione Trump sembri non dare peso a tale problema, dopo la morte di due studenti in Kentucky a fine gennaio, nello stato è stata proposta una riforma che consenta a insegnanti e personale della scuola di portate armi negli istituti. Una soluzione, l’ennesima in America, che potrebbe non ottenere gli effetti sperati e che potrebbe non risolvere la questione di fondo: l’utilizzo smodato delle armi.

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