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Speculano su malati terminali, a Pesaro maxitruffa da 30 milioni
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Speculano su malati terminali, a Pesaro maxitruffa da 30 milioni

A Pesaro il Nucleo di Polizia Tributaria ha scoperto una maxitruffa da trenta milioni di euro, perpetrata ai danni di un centinaio di professionisti (quasi tutti medici, commercianti e persino avvocati) attraverso la vendita di polizze. Ad altissimo rendimento, questo sì, ma a danno di ignare persone residenti negli Stati Uniti e malate in fase terminale. Veniva insomma venduta parte di polizze assicurative intestate a persone appartenenti a questa tipologia, e il loro rendimento era inversamente proporzionale alle aspettative di vita. Prima uno tra loro moriva, più soldi venivano incassati da chi aveva acquistato la sua polizza.

Il comandante della Guardia di Finanza Francesco Pastore prova a riassumere un processo altrimenti complicatissimo. Si tratta di un gioco (piuttosto macabro) in cui viene fissato un prezzo alla morte e si tifa perché una persona sconosciuta, ignara e a chilometri di distanza, si spenga nel minor tempo possibile. Anche se in Italia la legge non consente polizze del genere non è infrequente che negli USA i malati terminali sottoscrivano documenti assicurativi nei quali il premio, in caso di decesso, sia destinato a un beneficiario.

Da qui l’iter criminale.

Sono stati denunciati per l’odiosa vicenda due promotori finanziari e un agente assicurativo, con l’accusa di concorso in reato di truffa aggravata; due tra loro anche di ‘abusivismo assicurativo’ e ‘intermediazione assicurativa’.

Il loro rischio è essere condannati a cinque anni di pena, il nostro che è essi, nonostante la gravità morale di quanto commesso, non riescano un solo minuto a vergognarsi di se stessi.

Lorenza Cattadori

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