Inter, due partite a porte chiuse per i cori razzisti
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Inter, due partite a porte chiuse per i cori razzisti

Inter senza tifosi per due partite per i cori razzisti
Inter, due partite a porte chiuse per i cori razzisti

Le decisioni del Giudice Sportivo dopo la sfida con il Napoli. Due giornate di squalifica a Koulibaly e Insigne.

Sono arrivate le tanto attese decisioni del Giudice Sportivo in riferimento a Inter-Napoli, macchiata dagli ululati razzisti verso Koulibaly (fuori dallo stadio è morto un tifoso a seguito degli scontri con i sostenitori azzurri). Il dottor Gerardo Mastandrea ha stabilito che l’Inter dovrà disputare a San Siro due partite a porte chiuse: la squadra di Spalletti non potrà contare sul supporto del pubblico nelle sfide contro Benevento (13 gennaio 2019, Coppa Italia) e Sassuolo (19 gennaio, campionato). Con il Bologna il 3 febbraio resterà invece chiusa la curva Nord (secondo anello verde): in questo settore hanno preso il via i vergognosi cori anche contro la città di Napoli. Vietata inoltre la trasferta ai supporter del Biscione a Empoli il 29 dicembre come stabilito dalla Prefettura di Firenze.


Il comunicato

Nel comunicato del Giudice Sportivo si parla di “cori insultanti di matrice territoriale, reiterati per tutta la durata della gara, nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria, provenienti dalla grande maggioranza dei tifosi assiepati nel settore indicato (secondo anello verde ndr) e percepiti anche in tutto l’impianto” e di “coro denigratorio di matrice razziale nei confronti del calciatore della Soc.

Napoli Koulibaly”.

Due giornate a Koulibaly e Insigne

Il Napoli esce con le ossa rotte dal match del Meazza non solo per il ko (sprecata l’occasione di avvicinarsi alla Juventus) ma anche per le squalifiche di Koulibaly e Insigne. Il difensore e l’attaccante sono stati infatti fermati per due giornate. Il primo per “aver rivolto al Direttore di gara un ironico applauso“, mentre il secondo per aver rivolto all’arbitro “un epiteto gravemente insultante, sanzione aggravata perché capitano” (la punta ha ricevuto pure un’ammenda di 10.000 euro).

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Giorgio Meroni
Giorgio Meroni, nato a Milano nel 1984. Dopo la laurea triennale e magistrale in "Lettere moderne", frequenta un master in giornalismo, sua grande passione fin dall'adolescenza. Diventa giornalista professionista nel 2014. Segue con interesse la politica, lo sport e il mondo della tv. Grande tifoso del Milan.