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Serie A, le mani della Juventus sullo scudetto: Napoli battuto e a -16

I bianconeri si impongono 2-1 grazie ai gol di Pjanic, espulso come Meret, ed Emre Can. Nel finale Insigne sbaglia un rigore.

Napoli Juve
Napoli Juventus

Ormai non ci sono più dubbi. La Juventus si avvia a vincere lo scudetto, l’ottavo consecutivo. I bianconeri passano anche a Napoli (2-1) portandosi a +16 in classifica sull’undici di Ancelotti quando mancano 12 giornate al termine del campionato.

Il divario appare troppo ampio per pensare a improbabili rimonte da qui al prossimo 26 maggio. Al Napoli, splendido nel secondo tempo, non resta che l’obiettivo Europa League mentre la Juve, archiviata la pratica tricolore, può concentrarsi completamente sul ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Il 12 marzo Madama ospiterà all’Allianz Stadium l’Atletico Madrid: servirà una prestazione di altissimo livello (diversa da quella odierna) per ribaltare lo 0-2 del Wanda Metropolitano.

Malcuit sbaglia, la Juve non perdona

Dopo una buona chance per Zielinski (destro che sfiora il palo), il match subisce uno scossone al 25′. Malcuit sbaglia clamorosamente il retropassaggio, Cristiano Ronaldo si avventa come un falco sulla sfera e Meret lo ferma fallosamente al limite dell’area (a onor del vero non c’è la certezza del contatto). Cartellino rosso per il portiere e Napoli in 10. Sulla punizione seguente Pjanic beffa di destro il neo entrato e incolpevole Ospina (fuori Milik) gelando il San Paolo (28′).

Sotto 1-0 e con l’uomo in meno la squadra di Ancelotti non si abbatte e anzi potrebbe subito pareggiare, ma il sinistro di Zielinski va a sbattere sul palo. Alla lunga però i Campioni d’Italia fanno valere la superiorità numerica con un giro palla intelligente e mortifero per i rivali. Gli ospiti trovano così il raddoppio grazie a Emre Can (38′), bravo a staccare di testa sul cross di Bernardeschi e ad approfittare della libertà concessagli dai difensori campani.

Guizzo di Callejon, Insigne spreca

In avvio di ripresa il secondo momento chiave: Pjanic, già ammonito, commette un fallo di mano che gli costa un altro cartellino giallo. In 10 contro 10 il Napoli si butta a capofitto nella metà campo juventina (Mertens aveva già preso il posto di Malcuit al 46’) e riapre i giochi al 61′. Con il ‘solito schema’: traversone di Insigne dalla sinistra e inserimento vincente di Callejon a bruciare tutti (compreso Szczesny, immobile sulla linea di porta). Sospinti dal proprio pubblico, gli azzurri a questo punto aumentano ulteriormente il forcing assediando la formazione di Allegri. La sfida diventa a senso unico (Zielinski è il più insidioso) con la Juve chiusa quasi nella propria area di rigore. I padroni di casa potrebbero vedere premiati i tanti sforzi a 7’ dal termine. Insigne spreca la grande occasione calciando sul palo un rigore (Rocchi aveva fischiato il penalty, per un dubbio tocco di braccio di Alex Sandro, con l’ausilio delle immagini). L’errore risulta fatale, anche per l’intero campionato.

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