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Serie A, estasi Torino con Belotti e Berenguer: Milan all’inferno

I granata superano 2-0 i rossoneri e li agganciano in classifica. Mazzarri sogna la Champions. Gattuso sempre più in crisi.

Il Milan sprofonda. Nel posticipo domenicale della 34.a giornata l’undici di Gattuso perde 2-0 in trasferta contro il Torino e scivola al sesto posto in classifica a quota 56, raggiunto dai piemontesi (e superato dalla Roma). La Champions League per il club di via Aldo Rossi non è ancora svanita del tutto (2 punti di distanza dalla quarta posizione) ma ora diventa terribilmente difficoltoso raggiungere l’obiettivo indicato dalla proprietà. Il ruolino di marcia delle ultime 8 partite (una vittoria e cinque sconfitte) è in tal senso emblematico: la squadra non ha un’anima e lo ha ammesso apertamente proprio Gattuso nella conferenza stampa della vigilia. Nelle avversità i milanisti non trovano la forza di reagire denotando una debolezza mentale oltreché importanti problemi strutturali e tecnici.

A questo punto la società potrebbe anche effettuare un cambio in panchina nel tentativo di salvare la stagione. Se il Milan piange, il grintoso e pratico Torino di Mazzarri (espulso per proteste nella ripresa) adesso vede da vicino la Coppa dalle grandi orecchie.

Grinta Toro, qualità Paquetà

Il 3-5-2 granata prevede marcature a uomo per fermare sul nascere le iniziative del Milan. Così Lukic segue Bakayoko, Meite si occupa di Kessie e Rincon non si stacca da Paquetà. La veemenza dei padroni di casa rende molto complicato l’avvio rossonero come testimoniato anche dalle tre ammonizioni rimediate dagli ospiti in 15′. Il ritmo imposto dal Toro diminuisce però di intensità con il trascorrere dei minuti e il Diavolo riesce di conseguenza a guadagnare terreno grazie alle giocate di qualità di Paquetà tra le linee e ai movimenti intelligenti di Cutrone (titolare al posto di Piatek).

Sirigu viene impegnato dal destro di Suso e chiude in uscita lo specchio della porta a Calhanoglu.

Diavolo in bambola

Come nella prima frazione, il Torino parte forte nel secondo tempo trovando il gol al 58′. L’arbitro Guida valuta da rigore la leggera spinta di Kessie ai danni di Izzo e dagli 11 metri Belotti non sbaglia. In svantaggio Gattuso toglie dal terreno di gioco Paquetà e Suso per fare entrare Borini e Piatek. Il Milan, schierato col 4-4-2, preme alla ricerca del pari: il colpo di testa di Bakayoko va a sbattere sulla traversa. Dal possibile 1-1 si passa al 2-0 nel giro di tre minuti perché Berenguer, approfittando di un rinvio errato di Musacchio, supera di destro l’incerto Donnarumma (69′).

In casa rossonera l’ultimo ad arrendersi è Bakayoko ma Sirigu nega la gioia del gol al centrocampista ivoriano (stacco ravvicinato). Nel finale gli ospiti restano in 10 a causa dell’espulsione di Romagnoli (applauso ironico all’arbitro), che salterà il match contro il Bologna lunedì 6 maggio a San Siro.


Nato a Milano, classe 1984, laureato in Lettere moderne all'Università degli Studi di Milano Statale. Ha collaborato con Notizie.it.


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Giorgio Meroni

Nato a Milano, classe 1984, laureato in Lettere moderne all'Università degli Studi di Milano Statale. Ha collaborato con Notizie.it.

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