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Il campione olimpico Michael Phelps confessa: “Ho pensato al suicidio”
Sport

Il campione olimpico Michael Phelps confessa: “Ho pensato al suicidio”

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23 medaglie d'oro alle Olimpiadi: un record assoluto. Il nuotatore statunitense Michael Phelps confessa di aver pensato di togliersi la vita.

Michael Phelps. Per chi non avesse idea di chi sia, Phelps potrebbe essere descritto come l’essere umano disceso da un pesce. In acqua, infatti, nessuno ha mai dimostrato di sapere nuotare come lui. Ma nuotare, forse, non era esattamente quello che Phelps faceva in acqua. Lui volava. Delicato come una farfalla e veloce come un’acquila in picchiata. Phelps, statunitense, classe 1985, è considerato il nuotare più forte di tutti i tempi. Sicuramente è l’atleta che ha vinto più Ori nella storia delle Olimpiadi: 23, di cui 13 individuali. Chiedersi se abbia qualcosa in comune con delle creature marine non sembra poi così fuori luogo.

Terminata la carriera agonistica, però, qualcosa in Phelps si è spezzato. Anni duri e bui dove la depressione ha invaso la sua mente tanto da spingere il nuotatore a pensare al suicidio. Ora sta meglio e attraverso Twitter ha voluto condividere la sua storia, per poter essere d’esempio e spronare chi come lui soffre dello stesso terribile e invisibile, male.

Vuole essere un esempio per altri

Stando a quanto riportato dal sito corriere.it, Michael Phelps in occasione del Mental Health Awareness Month ha scritto:Una persona su quattro al mondo ha problemi di salute mentale e io ero uno di loro.

Ecco perché ho collaborato a questo progetto per il #MentalHealthAwarenessMonth: per far sapere a tutti che farsi aiutare è un segno di forza, non di debolezza”.

Il 33enne ha continuato, descrivendo come abbia lottato contro ansia e depressione. Era arrivato a chiedersi se voleva ancora la pena di vivere. Quando si è reso conto di questi pensieri ha deciso di chiedere aiuto ad un terapista qualificato. E’ stata questa decisione a salvargli la vita. L’ex super campione olimpico consiglia di non aspettare che la situazione peggiori e di prendere la piena consapevolezza che la terapia può essere utile anche a persone che non soffrono di gravi problemi mentali. “Chiunque senta di aver bisogno di un sostegno -conclude Phelps- può rivolgersi a un terapista autorizzato e io sono la prova che questo genere di aiuto funziona”.

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