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Chi è Thomas Fabbiano, la sorpresa del primo turno di Wimbledon

La storia del 30enne pugliese, dai promettenti risultati juniores alle difficoltà attraversate prima della vittoria più importante della sua carriera.

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Per colmare la distanza tra il numero 6 e il numero 89 della classifica Atp non servono miracoli, piuttosto coraggio e tanta voglia di sognare in grande. Lo ha dimostrato Thomas Fabbiano, che nel primo turno di Wimbledon si è regalato la vittoria più importante della propria carriera eliminando Stefanos Tsitsipas, uno che a 20 anni sembra già un predestinato.

Dal canto suo, il 30enne nato a Grottaglie ha provato a dimenticarsi di tutto: di una storia che l’ha visto affacciarsi al mondo Atp in ritardo e soprattuto del fatto di non aver mai vinto un set contro un avversario nella top 20. È bastato un pomeriggio perfetto per ribaltare ogni pronostico, confermando così una crescita che è visibile ormai da qualche tempo.

Chi è Thomas Fabbiano

A voler essere precisi, infatti, Fabbiano aveva già mostrato il suo amore per l’erba di Wimbledon già lo scorso anno, quando aveva battuto Sten Wawrinka, una vittoria sì prestigiosa ma contro un rivale in piena difficoltà, caduto addirittura oltre la posizione 200 del ranking Atp. Nel turno successivo, il pugliese perse nettamente proprio contro Tsitsipas: a guardarla ora, quella sconfitta si è trasformata nel punto di partenza di un percorso che, in 12 mesi, lo ha portato a battere per la prima volta un top 10.

In mezzo tanta determinazione e allenamento, perché anche il talentuoso greco, che aveva ancora in mente il facile trionfo in 3 set del 2018, si è accorto che “lo scorso anno il suo dritto non era lo stesso”. Fabbiano arrivava all’edizione 2019 di Wimbledon certamente galvanizzato dalla sua prima semifinale Atp disputata a Eastbourne: prima di quel traguardo, però, c’erano state 10 sconfitte consecutive, non abbastanza per demoralizzarlo.

A livello giovanile, il percorso di Thomas Fabbiano si preannunciava ricco di soddisfazioni. Dopo i primi colpi giocati intorno ai 5 anni al circolo aperto dal padre, sindaco del paese, il pugliese aveva centrato le semifinali juniores di US Open e Australian Open, diventando persino campione di doppio nel Roland Garros under 18 nel 2007.

Il salto nel tennis professionistico però si è rivelato forse più difficile rispetto alle attese e ai lampi di talento mostrati, comprendendo cadute seguite da tenaci risalite. Ne è un esempio il debutto slam negli US Open del 2013, quando supera le qualificazioni e viene battuto al primo turno da Milos Raonic: da quel momento, ci sono voluti altri tre anni perché Fabbiano si riaffacciasse alla grande scena, in un 2016 che lo vede entrare per la prima volta nei top 100. Persino in un anno da ricordare, però, prima di raggiungere quel traguardo, il tennista italiano aveva dovuto masticare amaro, perdendo in semifinale al Challenger di Shenzhen contro Di Wu dopo essere stato avanti 5-0 nel terzo e decisivo set.

Come già detto, però, la forza di Fabbiano è quella di saper ripartire, ogni volta più forte di prima, dopo i momenti più difficili. Infatti, il tennista riprende la propria corsa e fa del 2017 il suo anno migliore, ottenendo le prime due vittorie in carriera in un Grand Slam, contro Smith e Thompson agli US Open e arrivando al best ranking di numero 70 al mondo.

Fabbiano, la vittoria a Wimbledon su Tsitsipas

Lo ha dichiarato lui stesso dopo la vittoria a Wimbledon su Tsitsipas: Thomas Fabbiano costruisce innanzitutto le sue vittorie “con la testa“, premessa fondamentale che gli ha consentito di restare in partita, incollato al proprio sogno, anche nei momenti più delicati del match con il giovane greco. È accaduto a più riprese, ma soprattutto tra i quarto e il quinto set: prima l’italiano si è visto annullare due match-point per poi perdere al tie-break; successivamente, nell’ultima cruciale partita, ha annullato le palle-break che avrebbero concesso l’allungo forse decisivo a Tsitsipas.

In questi anni, però, Fabbiano a imparato a trovare la forza proprio quando le cose sembrano girare storto. A Wimbledon, contro Tsitsipas, se l’è ricordato ed è riuscito a farlo all’interno della stessa partita, dimenticandosi della classifica, di un avversario che pochi mesi fa aveva battuto Roger Federer agli Australian Open e persino dei 20 centimetri circa che lo separano dal greco.

La prossima sfida sarà ora al 40enne Karlovic, un’occasione per spingersi ancora una volta oltre i propri limiti.

Nato a Milano, classe 1991, laureato in Storia all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha collaborato con Notizie.it.


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Alessandro Bai

Nato a Milano, classe 1991, laureato in Storia all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha collaborato con Notizie.it.

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