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Juve, Buffon è tornato: visite mediche e firma
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Juve, Buffon è tornato: visite mediche e firma

Buffon visite

Il campione del mondo è a Torino per le visite mediche e la firma del contratto: sarà una figura chiave per Sarri e lo spogliatoio bianconero.

19 maggio, Allianz Stadium, sta per chiudersi con l’ennesimo trionfo bianconero la stagione 2017-2018 del campionato di Serie A. È il minuto 62 tra Juventus e Verona quando tutto si ferma: Buffon lascia il campo per Pinsoglio e saluta la Vecchia Signora dopo 17 stagioni lunghe una vita nello spazio dei ricordi. E se è vero, come dice Venditti, che “certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”, il romanticismo in Buffon ha trionfato su ogni altra cosa. Un anno a Parigi, la città dell’amore per eccellenza, non ha spezzato la nostalgia dei suoi veri colori. Il giro del portierone è stato più breve del previsto: oggi è a Torino per le visite mediche e la firma del nuovo contratto, oggi è il giorno del grande ritorno. E poco importa se da secondo e non da titolare: a casa son tutti pronti a riabbracciarlo.

Perin lascia

Sembra scritto il destino del secondo portiere juventino Mattia Perin.

Con le sue prestazioni, Szczesny ha cristallizzato il suo ruolo di titolare nel corso della sua prima stagione da numero uno. L’avventura del portiere italiano ex Genoa, invece, non è stata certo delle più fortunate, in particolare dopo l’operazione alla spalla nella parte finale del campionato che ne tarderà il rientro almeno fino a ottobre. La Juve non vuole rischiare di affrontare i primi tre mesi della stagione senza un secondo portiere di livello e Perin, dal canto suo, avrà bisogno di giocare costantemente per tornare al top della forma. Per lui si sarebbe già fatta avanti la Roma.

Un leader in più

Parliamoci chiaro: pensare a Buffon nel ruolo di secondo portiere è qualcosa di abbastanza inedito, ma a pensarci bene, tutto ciò che ruota attorno a questa nuova versione del portierone nazionale è decisamente in linea con la sua figura in termini di carisma e responsabilità. Fermarsi al campo e alle parate sarebbe da superficiali: con il ritorno di Buffon, la società regala a Maurizio Sarri e al suo nuovo corso un leader, un ulteriore punto di riferimento, un’altra preziosa dose di esperienza a cui attingere nelle difficoltà che inevitabilmente arriveranno durante la stagione.

Ci sono ritorni e ritorni

C’è aria di ritorni e alla Continassa si avverte distintamente ormai da un bel po’.

Il primo a concretizzare questo tipo di sensazione è stato Bonucci l’anno scorso rientrando dal Milan. Che dire poi delle voci che continuano a rincorrersi da tempo su un possibile ritorno in bianconero di Paul Pogba? Ma si sa: ci sono ritorni e ritorni e quello di Buffon non avrebbe davvero nulla a che vedere con tutti questi nomi. La Juve lo compra dal Parma per 100 miliardi del vecchio conio, da qui il numero 1 si fa spazio un po’ alla volta e affronta di tutto: dalla grande esaltazione del 5 Maggio con lo scudetto più emozionante alla cocente delusione di Manchester, nella finale di Champions persa ai rigori contro il Milan (quella sera ne parò due, ma non fu abbastanza per vincere). E poi ancora, dal trionfo ai mondiali 2006 alla B con la Juve post Calciopoli. Ed è proprio restando a Torino nel momento più difficile che Buffon diventa una leggenda della Juve, una di quelle stelle intoccabili che condurranno la società bianconera alla definitiva rinascita con sette scudetti di fila.

Champions, un sogno ancora vivo

Lontani per un anno, Buffon e la Juve non hanno smesso di condividere le stesse gioie e gli stessi dolori.

Entrambi hanno dominato i rispettivi campionati, entrambi non sono ancora riusciti a liberarsi di quell’angosciante ossessione chiamata Champions League. Manchester, Berlino e Cardiff, tre incubi che tuonano ancora oggi nella mente di chi si è dovuto arrendere a un passo dal fare la storia anche in Europa. Ci sono giacca e cravatta, c’è anche un’elegante scrivania in quel di Torino con una poltrona comodissima proprio davanti. È tutto lì, pronto, in attesa del nuovo proprietario. Ma le vesti di dirigente in fondo hanno aspettato molti anni e possono ancora aspettare. Buffon si è trovato in tasca un bonus inaspettato a scadenza annuale e un alleato in più di nome Cristiano Ronaldo. Inizia un’altra sfida: la solita, l’ennesima, dal sapore inconfondibile della condanna.

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