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Anelka contro la Juve: “Mi vergogno del trasferimento in bianconero”

"Non si può affermare che ero un loro giocatore proprio per come è andata a finire", ha concluso la punta francese.

Parole al veleno quelle utilizzate da Nicolas Anelka per descrivere l’esperienza di sei mesi trascorsa con la maglia bianconera della Juve nella prima metà del 2013. “Avevo deciso di accettare la loro proposta perché hanno una buona storia e perché erano al primo posto in Italia. Purtroppo, però, quella rimarrà la mia peggior stagione: ho giocato solo 45 minuti e non ho mai potuto indossare la maglia bianconera allo Juventus Stadium davanti ai tifosi“, ha raccontato ai microfoni di TuttoJuve.

Una brutta esperienza che vorrebbe dimenticare nonostante le bellissime conoscenze fatte in Italia: “Ho mantenuto un ottimo rapporto con la Juve: super giocatori che sono diventati amici, tifosi magici e tutti sono sempre stati cordiali nei miei confronti. A livello di campo non è stata un’avventura che rimarrà impressa nella mia memoria, ma impari sempre qualcosa sia nel bene sia nel male“.

Un anno da dimenticare

A livelli di numeri è stata la peggiore parentesi nella carriera dell’attaccante francese: nonostante la vittoria finale dello scudetto, Anelka non è mai entrato nel giro dei titolari ed ha disputato soltanto una manciata di minuti in metà stagione.

Quando qualcuno mi parla della Juventus, sinceramente, cerco subito di cambiare argomento. Mi vergogno di quel trasferimento. Ho giocato e segnato in tante squadre, tranne che a Torino. Senza mancare di rispetto a questa grande società, quindi, non si può affermare che ero un loro giocatore proprio per come è andata a finire”, ha raccontato il francese.

Nella breve parentesi in bianconero ha avuto il privilegio di conoscere Antonio Conte, allora suo allenatore: “Non sono rimasto sorpreso del suo approdo in nerazzurro. E’ un grande mister e ha bisogno di trovare un club alla sua altezza. Sono sicuro che a Milano farà molto bene”.


Fabio Rossi, varesotto classe 95. Cresciuto con un pallone sottobraccio, un grande amore per lo sport a cui affianca una passione per cinema e musica.


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Fabio Rossi

Fabio Rossi, varesotto classe 95. Cresciuto con un pallone sottobraccio, un grande amore per lo sport a cui affianca una passione per cinema e musica.

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