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I tifosi, cuore pulsante del calcio: Cabrini spiega l’essere juventino

Forza motrice di tutte le squadre, i tifosi sono il cuore che non smette di mai di pulsare: Cabrini racconta com'è il tifoso juventino.

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Senza i tifosi non esisterebbe sport alcuno. È semplice: senza la loro passione, il loro calore, i loro pensieri rivolti sempre unicamente alla propria squadra del cuore o al giocatore preferito tutto sarebbe semplicemente vuoto, triste, senza vita. Nel calcio l’amore incondizionato dei tifosi presenti allo stadio si rivela spesso fondamentale, trasformandosi nel classico dodicesimo uomo in campo: vedere stadi pieni come la Bombonera, casa del Boca Juniors, oppure ascoltare i tifosi del Liverpool intonare You’ll Never Walk Alone dalla Kop sono emozioni pure, di quelli che fanno sussultare il cuore e far venire i brividi lungo la schiena.

Sono esperienze in grado di cambiare completamente la vita. E in Italia i tifosi non sono da meno. Il calore dei tifosi prende forma e si trasforma in cori, urla, lacrime e applausi pronti a sostenere sempre i propri beniamini. Stando a quanto riportato dal blog L’Insider Antonio Cabrini prova a spiegare cosa si prova ad essere tifosi in Italia, specialmente tifosi della Juventus.

Cabrini spiega l’essere tifoso juventino

Considerato uno dei primi terzini moderni e protagonista dell’Italia Campione del Mondo nel 1982, Cabrini ha disputato nella Juventus ben 13 stagioni, vincendo tutto quello che un calciatore può vincere. L’Insider gli chiede subito quanto sono stati importanti i tifosi nella sua carriera e lui risponde uno “stimolo costante”. Si emoziona ancora l’ex Juve quando sente nominare “Il derby della Mole”: “Juve – Toro vale una Champions, le sensazioni che provi prima e durante la gara sono equiparabili ad una vera finale“. Ed era proprio in partite del genere che i tifosi juventini davano il meglio, trasmettendo grinta e voglia di vincere “ un assoluto senso di appartenenza alla maglia, una presenza costante anche nei momenti difficili della stagione di una squadra ”. Era un attaccamento focoso e travolgente tanto da andare oltre il campo da gioco e sconfinare in “prese di posizione marcate e ferree anche su questioni di carattere societario”.

Forza motrice di tutte le squadre, i tifosi sono il cuore che non smette di mai di pulsare: Cabrini racconta com’è il tifoso juventino. C’è spazio anche per qualche considerazione sulla Juventus attuale. La scelta di Sarri può essere letta come una vera e propria rivoluzione in casa bianconera. Vincere non è più l’unica cosa che conta: ora è importante anche come si vince. E dove si pone il tifoso juventino all’interno di questo dibattito? Antonio Cabrini risponde in modo deciso e che non ammette repliche: “Per il tifoso juventino è fondamentale vincere!

Le aspettative di questa stagione sono ancora una volta rivolte alla Champions. Sarri ha ben chiaro l’obiettivo, farà di tutto per cercare di conquistarla dopo gli ultimi tentativi falliti”. Ad un Campione del Mondo poi diventa inevitabile chiedere del tifo azzurro. Chi tifa la Nazionale magari è meno presente, ma l’intensità rimane altissima. Per Cabrini è un tifoso “molto diverso. È un tifoso che segue apparentemente con meno passione l’andamento degli azzurri. Sembra essere più distaccato ma se si vince esplode di gioia allo stesso modo, anzi! Vedi 1982 e 2006…”. A fine carriera, gli anni da giocatore diventano la materia principale su cui spesso finiscono i ricordi, ancora vivi e nitidi grazie ai tifosi. Ora è il cuore di Antonio Cabrini a battere per loro.


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