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Mondiali di atletica, atleta di Aruba esausto: l’aiuto dell’avversario

Jonathan Busby, alla sua prima gara, si sente male nei 5000. Braima Suncar Dabó, l'avversario della Guinea Bissau, lo sorregge fino al traguardo

mondiali di atletica
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Dal 27 settembre al 6 ottobre si terranno a Doha i Mondiali di atletica. Per la prima volta la competizione si svolge in autunno, per evitare l’intensa afa e l’elevato calore dell’estate del Qatar. Per questo motivo, le prove su strada, maratone e marcia si svolgeranno intorno alla mezzanotte.

A scontrarsi oltre 1.900 atleti provenienti da 209 nazioni. Nel giorno di inizio della competizione l’Italia parte bene: semifinale sui 100 metri per Filippo Tortu e Marcell Jacobs. Ma a far commuovere ed emozionare è quanto accaduto durante la gara dei 5000 metri. In mezzo a un clima di sfida, competizione e nervosismo, tra asti personali e voglia di vincere, talvolta strafare e sopraffare, c’è chi ancora mostra generosità e altruismo.

Il mondo dello sport è sempre più spesso protagonista di vicende tristi e incivili. Ma episodi di questo genere ravvivano la speranza.

Mondiali di atletica, l’atleta di Aruba

Per Jonathan Busby, da Aruba, nel cuore dei Caraibi, era la prima gara in carriera. Forse non aveva mai corso in vita sua, eppure Busby è atterrato a Doha e come gli altri corridori si è schierato alla partenza dei 5000. Tuttavia, esausto per il caldo e il grande sforzo richiesto dalla gara, Busby è crollato.

Non sarebbe mai riuscito a raggiungere il traguardo se non fosse arrivato in suo soccorso l’avversario della Guinea Bissau. Si tratta del 26enne Braima Sunclar Dabó, 7 anni in meno del collega. Gli ultimi 250 metri li hanno percorsi abbracciati, con Dabó che sostiene Busby, il quale appare invece poco lucido e visibilmente stravolto.

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Come ricordato dal Corriere della Sera, Busby è stato squalificato. Ma le immagini dei due avversari (probabilmente nuovi amici) hanno colpito i moltissimi appassionati, commuovendo il mondo intero. Con il suo gesto, che merita massima stima e profondo orgoglio, Dabó è già passato alla storia.

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