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I politici francesi chiedono l’annullamento di Francia-Turchia

"Non possiamo accogliere decentemente allo Stade de France coloro che salutano il massacro dei nostri alleati curdi".

francia turchia
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L’eurodeputato del Rassemblement National, Jordan Bardella, ha ammonito Erdogan spiegando che “il calcio non può servire la propaganda”. Nella cornice della guerra in Siria, la Francia ha chiesto l’annullamento della partita con la Turchia prevista per la serata di lunedì 14 ottobre. A Parigi, infatti, il timore più grande è per la sicurezza pubblica. In vista della partita verranno spiegati 600 agenti e 1400 steward per scongiurare eventi spiacevoli tra tifosi e calciatori del Paris Saint Germain e del Galatasaray. Ma continuano gli appelli dei politici francesi per l’annullamento del match di Euro 2020.

Francia-Turchia: partita a rischio

Il match tra Francia e Turchia di questa sera (lunedì 14 ottobre) accoglierà allo Stade de France circa 30 mila turchi in arrivo dal Belgio e dalla Germania.

Si temono possibili scontri tra i tifosi delle due squadre. Dal mondo della politica sono molti gli appelli all’annullamento della partita in vista dello scontro in Siria. Il presidente del partito centrista francese Udi, Jean-Cristophe Legard, ha pubblicato un messaggio su Twitter insieme ad un immagine particolare. Nello scatto, infatti, si vedono i calciatori della Turchia festeggiare il gol segnato contro l’Albania con un saluto militare. Per Legard tutto ciò è inaccettabile. “Non possiamo accogliere decentemente allo Stade de France coloro che salutano il massacro dei nostri alleati curdi”. “Con questo saluto militare – ha proseguito il politico francese – la nazionale turca ha purtroppo varcato la frontiera che dovrebbe separare sport e politica”.

Marine Le Pen, invece, scrive: “Fungendo da megafono alla propaganda di Erdogan, le cui azioni in Siria preoccupano la comunità internazionale, la nazionale di calcio turca ha sbeffeggiato i valori dello sport. E’ tempo che la Uefa sanzioni questa deriva politica della Federcalcio turca!”.

Infine, anche Mélenchon ha tuonato: “Se i calciatori turchi fanno saluti militari, devono attendersi di essere trattati come i militari di un esercito nemico”. “Non giochiamo a calcio con loro. La base dello spirito sportivo non c’è più” ha aggiunto.


Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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