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Atalanta-Juve, Delneri: “Vincere a Bergamo è davvero un’impresa”

Delneri ha analizzato alla Gazzetta dello Sport il big match Atalanta-Juve: "Vincere a Bergamo è un'impresa".

Nel corso di una lunga intervista rilasciata ai microfono della Gazzetta dello Sport, Luigi Delneri ha analizzato il prossimo match di campionato che vedrà la Juve impegnata sul campo dell’Atalanta di Gasperini. Al momento, la squadra di Sarri guida la Serie A con 32 punti (uno solo in più rispetto all’Inter), la Dea è in piena lotta per l’Europa grazie ai 22 punti conquistati in queste prime dodici giornate.

Atalanta-Juve, Delneri: “Match da tripla”

L’ex tecnico di entrambi i club, dopo aver elogiato le ottime prestazioni di Atalanta e Juventus nelle ultime stagioni, ha dichiarato: “Match da tripla, di questi tempi fare punti a Bergamo vale una sorta di impresa. E non lo dico per questioni di cuore…“. Sarà davvero una delle trasferte più complesse per la Juve quella di Bergamo, ricordando che nella passata stagione la Dea strappò un punto in campionato e vinse per 3-0 nei quarti di finale di Coppa Italia.

Nuovo ostacolo per Sarri, che sa di dover centrare i tre punti in attesa di Torino-Inter.

Non poteva mancare un commento all’ottimo lavoro di Gasperini sulla panchina bergamasca da parte di Delneri, la cui esperienza a Bergamo fu tutt’altro che negativa: “Con l’Atalanta mi rilanciai dopo un periodo non facile, è un capitolo bellissimo della mia vita. Ora sono in un’altra dimensione, altro status: il nostro obiettivo era la salvezza, questa vale l’Europa. Da anni è lassù e difficilmente, in futuro, la vedremo in altre posizioni: rosa di qualità, dirigenza attenta in tutto e gioco meraviglioso grazie a un allenatore eccezionale“.

La triste esperienza bianconera…

Sicuramente, tra le pagine più buie della lunga carriera professionale di Luigi Delneri, c’è quella alla Juventus nella stagione di insediamento di Andrea Agnelli affiancato da Giuseppe Marotta e Fabio Paratici.

Settimo posto e esonero, annata deludente sotto ogni punto di vista: “A Torino non andò proprio benissimo, arrivammo settimi. Ma aver allenato in un club del genere resta un grande orgoglio”.


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