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Kobe Bryant: elicottero privo del sistema di rilevamento del terreno

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Le indagini sulla morte di Kobe Bryant hanno rivelato come l'elicottero su cui stava volando fosse privo di un sistema di rilevamento del terreno.

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Arrivano nuove terribili rivelazioni dalle indagini sull’incidente in elicottero del 26 gennaio scorso in cui hanno perso la vita il campione di basket Kobe Bryant, la figlia Gianna Maria e altri sette passeggeri. Secondo quanto riferito dai funzionari del National Transportation Safety Board, il velivolo su cui viaggiava il cestista sarebbe stato sprovvisto di un qualsiasi sistema di rilevamento del terreno. Una condizione che ha impedito al pilota di accorgersi della presenza della collina sulla quale si è successivamente schiantato a causa della fitta nebbia.

Kobe Bryant: le indagini sull’elicottero

Durante una conferenza stampa, l’investigatrice dell’Ntsb Jennifer Homendy ha dichiarato come l’elicottero abbia perso il contatto con la torre di controllo quando questo di trovava ad un’altitudine di circa 700 metri. Il velivolo stava inoltre salendo in quota ad una velocità di 600 metri al minuto e l’impatto con la collina a Calabasas in California è avvenuto a forte velocità e ad un’altitudine di circa 330 metri.

Homendy ha poi ricordato come già 16 anni fa l’agenzia per cui lavora avesse vivamente raccomandato alla Federal Aviation Administration di installare su tutti gli elicotteri che trasportassero sei o più passeggeri un apposito sistema di rilevamento del terreno.

Raccomandazione che tuttavia la Faa non ha mai voluto implementare, rendendo di fatto legale volare senza tale dispositivo che avrebbe potuto evitare la tragedia di domenica 26 gennaio.

La risposta della Faa

Dal canto suo, la Faa ha replicato all’investigatrice Homendy sottolinando come il sistema di rilevamento del terreno sia in realtà attualmente richiesto per gli elicotteri che prestano servizio di ambulanza. Al momento tuttavia non è ancora chiaro se il pilota dell’elicottero di Bryant si sia accorto in tempo della collina e abbia tentato una manovra di risalita all’ultimo secondo o se invece la fitta nebbia abbia totalmente coperto la visuale dell’uomo fino al tragico schianto.

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.


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Jacopo Bongini

Nato a Milano, classe 1993, è laureato in "Nuove Tecnologie dell’Arte" all’Accademia di Belle Arti di Brera. Prima di collaborare con Notizie.it ha scritto per Il Giornale.

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