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L’emergenza coronavirus provoca danni alla Serie A per 430 milioni

Lo stop causato dall'emergenza coronavirus starebbe causando circa 430 milioni di danni alla Serie A: ora la FIGC chiede aiuto al Governo.

coronavirus danni serie a
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L’emergenza coronavirus mette in crisi il calcio italiano: secondo alcune stime, i danni causati alla Serie A a causa dello stop ammonterebbero a circa 430 milioni. Covid-19 ha bloccato i campionati italiani e anche alcuni europei. Per far fronte alla situazione la Federcalcio ha deciso di inviare una lettera a tutte le leghe professionistiche, compresa ovviamente la Serie A per chiedere degli approfondimenti e un monitoraggio completo e preciso delle perdite e dei mancati incassi.

Il fine è quello di presentare poi ai ministri Spadafora, Gualtieri e Patuanelli una serie di richieste.

Serie A, danni fino a 430 milioni

Sono diverse le istanze che la Federazione Italiana Giuoco Calcio vuole portare al governo per evitare il tracollo del calcio italiano e di tutto lo sport.

La cessione di una percentuale sulle entrare delle scommesse sportive, l’86% riguardano proprio le partite di calcio, una defiscalizzazione e un fondo per i lavoratori e clausole di salvaguardia per garantire il conseguimento di obiettivi economici. I 430 milioni di euro di danni sarebbero dovuti ai diritti televisivi, esteri e Coppa Italia. Martedì 17 marzo la Uefa annuncerà lo slittamento dell’europeo: l’obiettivo dunque sarebbe quello riprendere il campionato nel weekend del 2 e 3 maggio in modo da concluderlo a fine giugno.

La questione allenamenti

Per tornare a giocare bisogna prima però tornare ad allenarsi già da metà aprile. Tanti club stanno cercando di convincere i loro atleti a riprendere l’allenamento, ma sul tema si sono espressi i medici sportivi e l’Assocalciatori: “Alcune società si ostinano a convocare gli atleti per allenamenti in piccoli gruppi o per il controllo della temperatura. Atto vergognosamente irresponsabile. Se poi è volto ad ottenere il rifiuto dai calciatori per procedere con la decurtazione degli stipendi significa che stiamo raschiando il fondo della dignità”.

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.


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Federico Dedori

Nato a Milano nel 1999, si è diplomato in informatica e telecomunicazioni, studia scienze internazionali e istituzioni europee all'Università degli Studi di Milano. Collabora con Notizie.it e Il Giorno.

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