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Coronavirus e Serie A: 1.400 tamponi per ripartire

Per poter ripartire con la Serie A saranno necessari 1400 tamponi, ma è giusto destinarne tanti al solo mondo del calcio?

coronavirus serie a tamponi
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Secondo il protocollo dei medici FIGC, per poter ripartire con il campionato di Serie A sarà obbligatorio rispettare numerose norme di sicurezza e misure precauzionali in chiave coronavirus, ma il problema si pone sul numero elevato di tamponi preventivi da effettuare sui giocatori.

Coronavirus Serie A: problema dei tamponi

Il calcio si sta lentamente prodigando verso una riapertura della Serie A, ma il passo non sarà per niente immediato. I medici della FICG hanno redatto un protocollo con misure precauzionali e norme che tutte le società dovranno rispettare in chiave coronavirus, ma già sorgono i primi dubbi sui tamponi.

Secondo quanto dichiarato dai medici della federazione, sono previsti 1.400 tamponi affinché si possa ripartire con sicurezza. Il problema quindi sorge spontaneo, visto che già i tamponi scarseggiano per i medici in prima linea negli ospedali e che ne necessiterebbero di più dei calciatori.

Questione etica

I test sarebbero poi da effettuare con cadenza settimanale, e ogni giocatore dovrebbe essere monitorato costantemente, visto che non si può più sbagliare e consentire ulteriori contagi.

Da qui nasce spontanea una questione etica: giusto destinare al calcio una parte di tamponi che al momento scarseggiano per cittadini a rischio e operatori sanitari?

Una domanda complicata e che come tutte le domande etiche, lascia libera interpretazione al senso comune. Per il momento però, a livello pratico, la Protezione Civile validerà i test sierologici, ma i primi kit autorizzati saranno disponibili il 3 maggio.

Un altro tassello di un puzzle difficile da completare a breve termine.

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