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L’opinione di Giampiero Casoni

L’Italia diversa e genuina che lotta assieme ad Alex Zanardi

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C'è un'Italia diversa, la parte migliore del Bel Paese, che lotta insieme ad Alex Zanardi.

alex zanardi

Ci è servito che Alex Zanardi giocasse ancora una volta a dadi con la morte per tirar fuori un timido ma entusiasmante accenno di riscossa dell’imbarbarita Italia dei social. Un paese che ormai stava a metà fra la sua versione reale, persa in guai empirici che prendono il largo da ogni afflato emotivo, e il suo avatar collettivo.

Un ringhiante clone di pixel calato fino alle orecchie in un magma di livorismo, benaltrismo e baruffe cafone.

In circostanze simili di solito la speranza di un rinascimento etico è affidata ad una particolare categoria di persone, con caratteristiche tali da scavalcare a pie’ pari la logica del personaggio. E da rimettere al centro della percezione comune le emozioni basiche che ormai abbiamo sfrattato quasi tutti. Alex Zanardi è una di quelle persone.

E, si badi bene, non perché lui sia diventato in drammatiche circostanze totem mediatico di riscossa – quello funziona solo all’inizio e per un po’ – ma perché Zanardi ha saputo prendere il piagnisteo atavico dell’italiano medio e portarlo nell’angolo buio delle cose inutili.

alex zanardi

E’ uno che ha perso le gambe e, per quanto possa essere personaggio pubblico, questa immane privazione non è compensata da alcun contrappeso da jet set. E induce subito a riconsiderare ogni nostro strale lanciato verso il mondo cattivo che non ci capisce. E che ci mette in semi povertà, ci fa preoccupare per il figlio che bisboccia con i pusher, ci mette fra le gambe i bastoni di un capo mannaro o di una vacanza abortita.

O che ci piazza sotto il grugno una pandemia monstre che manda in pezzi il pacioso sistema complesso a cui eravamo abituati.

No, anche prima della sua seconda mano a dadi con la bastarda con la falce, Zanardi era già un dito puntato contro le nostre piccinerie da bottega. E quando ieri quel gigante didattico ha di nuovo preso la via frenetica di una sala operatoria abbiamo davvero tremato tutti.

E tutti siamo tornati a chiederci se sia davvero giusto che le nostre frasi social abbiano sempre e solo il sapore delle insoddisfazioni, degli sgarri ai potenti o delle ricette new age per vincere il cancro. E abbiamo scritto tutti, condiviso tutti, avuto un pensiero tutti.

alex zanardi

E lo abbiamo fatto con la trepidazione buona e umorale che riserviamo ai vecchi amici, non alle pop star di cui ci mancheranno le hit ma che non riusciranno mai a gustarci con la loro scomparsa una giornata di sole o un bonifico inatteso. E’ come se quell’uomo senza gambe ce ne avesse regalate due in più a noi, due forti gambe aggiuntive da piantare dritte nel cuore del mondo vero e da muovere sulla strada della nostra riscossa, come uomini e come società. Entrando in empatia con il suo dolore, piazzandoci tutti fuori da quella terapia intensiva ad aspettare qualche camice bianco che ci dia nuove, nuove buone.

alex zanardi

Perché Alex Zanardi è sempre stato uno che ride, e non lo ha mai fatto con il piglio scenografico del personaggio che testimonia una riscossa, ma con la genuina forza di chi incarna una scelta: vivere malgrado tutto, vivere pedalando con le mani, vivere perché vivere è vita. E vivere puo’ anche diventare una cosa da insegnare. Indicando le cose per cui vale la pena farlo. A noi che, subito dopo il login, ci dimenticavamo all’istante quali fossero. Come ha fatto Alex, e come Alex continuerà a fare.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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