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Ferrero sul Coronavirus: “Non è mortale, basta esagerazioni”

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Dichiarazioni controverse del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero: "La malattia esiste, ma l'abbiamo identificata e grazie a Dio non si muore"

Massimo Ferrero sul coronavirus

Faranno certamente discutere le dichiarazioni di Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria e non nuovo ad esternazioni sopra le righe o quantomeno stravaganti: il numero uno doriano ha infatti detto che “Se continuiamo ad enfatizzare il Coronavirus finisce male. Se prima era un mostro che non si sapeva cosa fosse, adesso sappiamo come identificarlo, e grazie a Dio non si muore”.

Massimo Ferrero commenta il Coronavirus

Intervenuto questa mattina sulle frequenze di Radio Capital, e sollecitato su offrire una visione più ampia rispetto a solamente quella calcistica per quanto riguarda l’impatto che sta avendo il Coronavirus sulle vite di tutti, Massimo Ferrero come suo solito non si è sottratto e ha rilasciato dichiarazioni che creeranno dibattito“Ai nostri governanti dico che non dobbiamo dimenticarci la cultura. Perché è importante mandare i nostri figli a scuola, ma se poi la nostra storia la dimentichiamo, cosa ce li mandiamo a fare? Il discorso è che la gente non ce la fa più.

Tra un po’ – prosegue il numero uno della società blucerchiata – finirà che chiuderanno gli ospedali per il corpo e riempiremo quelli per la testa. Io sono stato costretto a chiudere tutti i cinema – il business principale de “Er Viperetta”, come viene soprannominato scherzosamente, sono appunto le sale e le produzioni cinematografiche – e lo Stato non dà niente. Ora tutti questi problemi con il calcio: così fermano la vita“.

Il Covid scuote il calcio, Ferrero: “Non inventiamoci cose che non esistono”

Certo è che il calcio, e soprattutto la Serie A, sta vivendo un momento molto delicato con tantissime positività: dal focolaio del Genoa, a quelli di Inter e Napoli, fino all’ultimo caso di Cristiano Ronaldo: “A Ronaldo faccio tanti auguri, è un uomo meraviglioso e tra una settimana starà bene. Ma stanno quasi guarendo tutti – il commento di Ferrero sull’incredibile caso dei cugini del Genoa, che si sono visti riscontrate 22 contagiati -.

Grazie a Dio abbiamo capito che basta un tampone per uscire. Io ho dovuto fare un tampone ieri per entrare in Assemblea di Lega quando ne avevo fatto uno il giorno prima. E’ una cosa fastidiosa. Gli scienziati si devono mettere d’accordo, perché ogni giorno senti tutto e il contrario di tutto in televisione. Non sono negazionista, perché il virus esiste e lo rispetto. Ma non inventiamoci cose che non esistono, perché se prima il Coronavirus era un mostro che non si conosceva, adesso sappiamo cos’è e come identificarlo.

Quindi cerchiamo di non enfatizzarlo perché abbiamo fatto cento milioni di passi avanti, e grazie a Dio non si muore”.

Ferrero: “Apriamo gli stadi al 30%”

Sul tema dell’apertura degli stadi, al momento limitata a mille presenze (anche in impianti della Serie A con svariate decine di migliaia di posti a sedere), il presidente della Sampdoria Massimo Ferrero ha le idee chiare: “Non dico il 100%, e neanche il 50%. Però se in uno stadio come Marassi che ha 45mila posti, ne facciamo entrare 15mila, chi se ne accorge? Quindi direi che il 30% della capienza si può fare. Quello che mi chiedo sempre, perché a fronte della richiesta di responsabilità lo Stato non controlla? Se ci sono le leggi – conclude – si dovrebbero prevedere anche gli strumenti per farle rispettare”.


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Lucio Caratozzolo
15 Ottobre 2020 10:27

Ha ragione. Occorre pensare che la natura ha i suoi tempi. I danni psicologici ed economici che potrebbero derivare da queste forzature potrebbero avere ripercussioni più gravi del virus.


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