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Morto Diego Armando Maradona: aveva appena compiuto 60 anni

Il fuoriclasse argentino Diego Armando Maradona è morto a 60 anni per arresto cardiaco. Era stato appena operato per un ematoma subdurale.

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Lutto nel mondo del calcio: Diego Armando Maradona è morto a 60 anni. Secondo quanto diffuso dal Clarin e dalla Cnn, il fuoriclasse argentino si sarebbe spento nella sua abitazione a causa di un arresto cardiaco. A inizio novembre era stato operato al cervello a causa di un ematoma subdurale; operazione che i medici che lo avevano in cura avevano definito “un successo, tutto è andato come previsto”.

Morto Diego Armando Maradona

La notizia è stata diffusa dal quotidiano Clarin. I media argentini parlano di un “arresto cardio-respiratorio” che lo ha stroncato mentre si trovava nella sua abitazione di Buenos Aires, nel quartiere periferico di San Andreas, “dove si era sistemato dopo l’operazione alla testa”.

Con lui si trovava la figlia Giannina.

Il pibe de oro aveva compiuto 60 anni meno di un mese fa, lo scorso 30 ottobre. Proprio nel giorno del suo compleanno aveva accusato un malore ed era stato in seguito ricoverato in una clinica di La Plata, dove è stato sottoposto a una delicata operazione per rimuovere un coagulo al cervello. L’intervento, eseguito il 3 novembre, è stato completato con successo. Dopo le dimissioni, Maradona è stato trasferito in una casa nella zona residenziale alla periferia di Buenos Aires per completare la riabilitazione.

Chi era il “pibe de oro”

La scomparsa di Maradona lascia un vuoto non solo tra i tifosi del Napoli e dell’Argentina, ma in tutti gli appassionati di calcio.

Nato il 30 ottobre 1960 a Lanus, in Argentina, Diego Armando Maradona ha iniziato la sua lunga carriera calcistica tra le fila dell’Argentinos Junior. Due volte vincitore del Pallone d’Oro sudamericano (nel 1979 e nel 1980), nel 1982 è stato convocato dalla nazionale argentina per i mondiali di Spagna. Il passaggio al Napoli, avvenuto nel 1984, lo ha definitivamente consacrato nell’Olimpo del calcio e gli ha permesso di diventare il più grande calciatore di tutti i tempi. Al San Paolo, il 5 luglio, c’erano oltre ottantamila persone ad accoglierlo nella squadra partenopea, che Maradona ha portato per due volte a vincere lo scudetto. Con lui il Napoli ha conquistato anche la Coppa Uefa, la Coppa Italia e la Supercoppa italiana.

Indimenticabili, tra i suoi tanti successi con la maglia della sua nazionale, i due gol che hanno regalato all’Argentina la vittoria contro il Messico ai mondiali del 1986. Solo tre minuti separano la seconda rete dalla prima, quella segnata dalla mano de Dios.

Non solo luci, ma anche tante ombre nella vita del fuoriclasse che negli ultimi anni ha lottato contro dipendenze – dall’alcol alla droga – e problemi di salute. La positività all’efedrina e ai test antidoping, così come la dipendenza dalla cocaina, gli sono costate l’allontanamento dal mondo agonistico (ha annunciato il ritiro nel giorno del suo 38esimo compleanno). Nel settembre 2019 è tornato sui campi di calcio, questa volta in veste di allenatore del Gimnasia La Plata.

Il ricordo di Giuseppe Conte

Tra i tanti che, a pochi minuti dalla diffusione della notizia della sua morte, hanno voluto ricordare il grande ex calciatore c’è anche il premier Giuseppe Conte. “Il monto intero piange la scomparsa di Maradona, che con il suo talento ineguagliabile ha scritto pagine indimenticabili della storia del calcio. Addio eterno campione” si legge sui canali social del primo ministro.

Un minuto di silenzio

Per omaggiare il fuoriclasse argentino, la Uefa deciso di osservare un minuto di silenzio sui campi di Champions ed Europa League prima delle partite di stasera, 25 novembre, e domani.

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