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Allan si rasa i capelli per somigliare al figlio affetto da alopecia

Il figlio del calciatore brasiliano Allan è affetto da alopecia: il centrocampista, allora, ha deciso di rasarsi i capelli per sostenerlo e somigliargli.

Figlio

Il figlio dell’ex-calciatore del Napoli, Allan, è affetto da alopecia, una malattia autoimmune che provoca la perdita di capelli. Per questo motivo, il professionista brasiliano – attualmente sotto contratto con l’Everton – ha deciso di assomigliare al proprio bambino, rasandosi i capelli.

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La foto di Allan e del figlio Miguel

A proposito della decisione di dare un taglio netto alla propria chioma, Allan ha scelto di pubblicare sui social network una foto che lo ritrae in compagnia del figlio Miguel e nella quale sfoggia il suo nuovo look.

La foto è stata corredata da un messaggio scritto dalla moglie del centrocampista sudamericano che dichiara quanto segue: «Ho pensato molto se dovessi parlare di questo argomento qui, perché la verità è che non mi trovo così a mio agio. Non sapevo cosa dire ma dopo aver pregato e pensato un po’ ho deciso di condividere la situazione che stiamo vivendo da tempo. Quando il nostro Miguel aveva 4 anni gli è stata diagnosticata l’Alopecia, una malattia autoimmune in cui il corpo attacca il follicolo pilifero stesso.

L’unico problema principale con l’alopecia è l’estetica. Il nostro Miguel è super sano e raramente ha bisogno di prendere medicine, grazie a Dio».

Il gesto di Allan è stato motivato dal tentativo di impedire a Miguel di provare disagio a causa della patologia di cui soffre e di sentirsi, al contrario, libero di essere se stesso senza provare alcuna vergogna. Per questo motivo, il calciatore ha voluto mostrare l’immagine, caratterizzata dall’hashtag #fatherlikeson, affermando anche: «Ho deciso di mostrare la foto di mio figlio proprio per preservarlo. È un bambino felice, ride sempre! È il sole di casa nostra. Prende tutto bene e a volte prende in giro se stesso. Ma a volte finisce per essere rattristato dalle domande e dagli sguardi. E non voglio più vederlo così».


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