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Coronavirus, il lockdown permette di rilevare meglio i terremoti

Con il lockdown è più facile rilevare i terremoti, piccoli buone notizie ai tempi del coronavirus

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Il lockdown mondiale imposto a causa del coronavirus permette di rilevare meglio i terremoti. La chiusura delle attività e le poche auto in circolazione implicano da un punto di vista geologico una riduzione notevole delle vibrazione della crosta terrestre e dunque si rende più facile studiare i movimenti della terra e rilevare gli smottamenti di entità lievissima.

Ad affermarlo sono stati i ricercatori che studiano il movimento della Terra che hanno evidenziato un calo netto del rumore antropico, comunemente riscontrato in tutte le stazioni sismiche vicine a città, paesi o infrastrutture come ferrovie e strade.

Il lockdown è ottimo per rilevare i terremoti

Il sismologo Thomas Lecocq del Royal Observatory del Belgio a Bruxelles si è così espresso in una sua intervista alla rivista Nature: “Una riduzione del rumore di questa portata si verifica di solito solo brevemente a Natale. Le misure per frenare la diffusione di Covid-19 a Bruxelles hanno causato una riduzione del rumore sismico indotto dall’uomo di circa un terzo”.

Anche in Italia, l’Ingv ha effettuato uno studio partendo dalle zone principalmente colpite dall’epidemia e dove le restrizioni sono iniziate in anticipo. E’ stato osservato il segnale sismico giornaliero dalla stazione di Orzinuovi, in provincia di Brescia, e da quella di Piacenza. Dal 23 febbraio al 31 marzo, per ogni stazione, sono state selezionate due ore di segnale alla stessa ora del giorno (dalle 8 alle 10) e della notte (dall’una alle 3).

Dopo l’entrata in vigore del decreto, la diminuzione del rumore ambientale è risultata evidente, soprattutto di notte. Una circostanza che si spiega con la chiusura di bar, ristoranti, locali, cinema.

Il lockdown riduce le vibrazioni e i rumori

Il fenomeno è stato riscontrato naturalmente in tutto il mondo, visto che la netta riduzione delle vibrazioni causate da camion e macchine in strada, ma anche dai lavori nei cantieri, dai treni e dai macchinari industriali hanno aumentato la capacità dei sismografi di rilevare altri segnali nella crosta terrestre. “I sismografi delle città di tutto il mondo potrebbero rilevare meglio del solito le posizioni delle scosse di assestamento di un terremoto – ha detto Andy Frassetto, sismologo dell’Incorporated Research Institutions for Seismology di Washington DC, intervistato da NatureSi riceverebbe un segnale con meno rumore che consentirà di ricavare un po’ più di informazioni da quegli eventi”. Della stessa opinione anche Andrea Billi, dirigente di ricerca dell’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Consiglio nazionale delle ricerche, secondo il quale “il lockdown ha portato a un abbassamento del rumore di fondo prodotto dalle attività che creavano interferenze negli strumenti, quindi ora si rilevano anche terremoti di minima intensità che prima potevano essere coperti dall’interferenza”.

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