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Spot degli anni ’90: la classifica di quelli più memorabili

Pubblicità di successo, per anni rimaste come dei tormentoni, finite poi nel dimenticatoio: sono gli spot degli anni '90 che hanno lasciato il segno

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Hanno affollato i momenti televisivi, mentre guardavamo un film o la nostra trasmissione preferita. Ogni volta partiva il solito “uffa”, ma poi il desidero di cambiare canale veniva sopraffatta dalle immagini e dalle voci che, nonostante gli anni trascorsi, ricordiamo ancora.

Sono davvero tanti gli spot nati nel decennio degli anni 90. Qui abbiamo tentato di stilare un elenco dei migliori, quelli che tutti i veri nostalgici ricorderanno subito. Perché, come recitava anche lo spot della Trilogy, un diamante è per sempre, così anche la nostalgia.

Pubblicità Fiat “Buonasera”

pubblicità fiat

La pubblicità Fiat “Buonasera”, andata in onda nel 2000, invitava a cogliere l’attimo per non perdere gli incentivi del finanziamento. La pubblicità si sviluppa con una lite telefonica tra una bella ragazza che urla al suo fidanzato che è un’ora che l’aspetta. Secondo la donna, lui non è al lavoro. Si dice stanca di lui e pertanto decide di uscire e “con il primo che incontra”. Il vicino di appartamento, che nel frattempo aveva ascoltato tutto mentre stava lavando i piatti, sente la discussione e coglie subito l’attimo.

Si presenta così sull’uscio di casa ancora con i guanti addosso, ed esordisce con un sorrisetto sarcastico e il saluto pronunciato in maniera maliziosa: “Buonasera”.

Amaro Jägermeister

“Non bevevo Jagermaister perché… non so perché”. Iniziava così lo spot dell’amaro Jägermeister che nel 1995 lanciò il modello Raz Degan in Italia. Da solo in una stanza grezza, girando sotto il soffitto in cemento e gettandosi su una poltrona, Raz si chiedeva più volte ad alta voce: “Perché?”.

Poi il gran finale: inquadratura stretta, sorriso e la fatidica risposta: “Sono fatti miei”. All’epoca Raz Degan aveva 27 anni.

ras degan

Le caramelle Morositas

Il primo di una serie di “lati b” che hanno fatto la storia della pubblicità italiana era quello delle caramelle Morositas. Oltre la forma perfette del suddetto fondoschiena, il pantaloncino a vita altissima e la canotta ombelico free erano di gran moda, come lo sono ancora oggi.

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L’autista e la signora in giallo della Ferrero

La Ferrero entra di diritto nella storia della pubblicità italiana con Ambrogio e la signora in giallo. Nello spot in questione una impomatata donna alto-borghese si fa scorrazzare per la città in macchina dal suo autista privato, quando all’improvviso dice di aver voglia di “qualcosa di buono”. Lui, fidato autista, sa cosa intende. Tutti intendono male, con un doppio senso molto sottile, ma non era così. Ecco che dal sedile esce il mobiletto delle meraviglie, dove sono conservate le pepite-cioccolatino. L’immagine è rimasta di sicuro nella memoria collettiva.

ferrero rocher

“Du gust is megl che uan”: l’esordio di Stefano Accorsi

Nessuno, evidentemente, avrebbe immaginato il suo futuro vedendolo in azione. Era fintamente impacciato e giovanissimo, in uno degli spot simbolo della “broccolaggine” all’italiana. “Du gust is megl che uan“, la frase centrale della pubblicità del gelato Maxibon, è stata infatti il trampolino di lancio di Stefano Accorsi.

maxibon

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