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Springsteen e San Siro. Quanta strada insieme
Cultura

Springsteen e San Siro. Quanta strada insieme

Bene ci risiamo,
Siamo al post concerto di Springsteen.
Aspetto sempre un po’ di ore per capire e digerire il concerto.
In genere provo a riflettere a mente lucida, cercando di cancellare un po’ di emozione, stanchezza e ronzio dalle orecchie.
Ma questa volta non conviene proprio, non conviene lasciare svanire l’adozione.
Mi emoziono ancora tanto solo entrando a San Siro pieno.
Giù nel prato, è da li che va visto, lì si sente l’urlo e la forza dello stadio pieno.
Bruce questa volta ha dato davvero tutto, più del pubblico che aveva davanti.
Springsteen ha preso un pubblico un po’ stanco all’inizio e lo ha portato per mano a fine concerto.
Ha sfidato le persone che aveva davanti.
Lo ha esaltato e fatto piangere.
Ha preso tutte le 80 000 persone sulle spalle e ci ha pensato lui.
A metà ho pensato che ci sono uomini superiori e lui è di un altro pianeta.

Un alieno.
Lui e la sua maledetta energia.
Ancora troppa luce nel cielo quando l’armonica ha fatto partire The River.
Troppa luce per quel pezzo
Poi pian piano il sole tramonta e il Boss:
“Nell’ 84 esce Born in Usa, adesso suoneremo tutti i pezzi di quell’album”
Mi ha gelato il sangue nelle vene.
Nell’84 ascoltavo e riascoltavo quella cassetta nella radio di mio padre fino a consumarla.
Facevo girare il 33 sul giradischi di mio padre fino che la puntina non si è consumata, fino che non si è consumata la custodia che lo teneva, che i bordi della custodia non si sono aperti.
Nascondenvo The River e mettevo Born in Usa.
Ora la cassetta e il disco sono è ancora li, a casa dei miei accanto al biglietto di quel concerto di 25 anni fa.
Avevo 7 anni, la cassetta non si sente più e il biglietto e sbiadito.
Springsteen invece si sente e lui non è per niente sbiadito.
Prende Born in Usa ( pezzo con cui apre ) e lo butta giù tutto insieme.
Tutto d’un fiato.
Un alieno appunto.
Dancing in The Dark è il remake del suo stesso video a molti anni di distanza.
Chiude, ovviamente, con My Hometown questa parte, come chiuderla diversamente.
A me fanno male le gambe, a lui no…non ha neanche ancora iniziato.
Mentre lo guardavo pensavo che di lui non so niente.
Non so quanti anni ha, non so quasi dove è nato, non so niente della sua vita e non me ne frega niente io conosco le sue canzoni e mi basta.
Bastano quelle.
Bastano perché per me e per molte delle persone allo stadio quelle canzoni sono il percorso di una vita.
Li dentro ci sono le mie storie d’amore, ci sono le sofferenze, le persone perse e quelle ritrovate.

Ci sono la famiglia gli amici.
La sofferenza il dolore,la gioia e la rinascita.
E infatti dopo the rise arrivano Badlands e Hungry Heart
Gli occhi rossi come i nostri di Big Man dietro di te, le immagini dei tuoi concerti, le immagini della mia vita.
Ma non bruciano quelle corde?
Come fai?
Ma certo tocca a Born To run, oramai tanto ti seguiamo ovunque.
Torniamo a ballare e a piangere con la tua chitarra e la tua voce su Thunder Road.
La bambina che ti sei messo sulle spalle se lo ricrederà a lungo questo momento come io mi ricordo di te quando avevo la sua età.
Adesso me ne vado fuori dallo stadio come tutti gli altri, te ne vai anche tu ora perché la fuori ci sono ancora molte Mary, Bobby, Tom e giorni più o meno gloriosi.

Scaletta San Siro 2013 concerto springsteen:
Land of Hope and Dreams
My Love Will Not Let You Down
Out in the Street
American Land
Good Golly Miss Molly (Little Richard cover)
Loose Ends
Wrecking Ball
Death to My Hometown
Atlantic City
The River
[Born in the U.S.A.

full album]
Born in the U.S.A.
Cover Me
Darlington County
Working on the Highway
Downbound Train
I’m on Fire
No Surrender
Bobby Jean
I’m Goin’ Down
Glory Days
Dancing in the Dark
My Hometown
Shackled And Drawn
Waitin’ On A Sunny Day
The Rising
Badlands
Hungry Heart
This Land Is Your Land (Woody Guthrie cover)/We Are Alive
Born To Run
Tenth Avenue Freeze-Out
Twist and Shout (The Top Notes cover)/Shout (The Isley Brothers cover)
Thunder Road

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