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Startup: Vado apre le porte del quick commerce ai piccoli commercianti

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Milano, 20 set. (Labitalia) – Scelgo, ordino e ricevo in meno di un'ora. In tre parole, è questo il quick commerce, un modello emergente che punta a consegnare ai consumatori cibo e spesa qualsiasi in meno di un’ora, e che rappresenta la nuova era dell’e-commerce e secondo un report dell’Institute of Grocery Distribution ha attualmente un valore che si aggira attorno agli 1.4 miliardi di sterline.

Ad oggi, le aziende che riescono ad affrontare i costi di un quick commerce sono per lo più multinazionali e realtà già affermate, col rischio che si allarghi sempre più la forbice tra le piccole attività locali e le grandi imprese.

Per far sì che i piccoli commercianti non vengano tagliati fuori dal mercato, la startup Vado ha sviluppato un software in grado di permettere anche a piccoli imprenditori e negozi con uno spazio limitato di usufruire delle potenzialità dell’e-commerce 3.0.

In che modo? Sostituendo il classico ritiro e consegna dell’ordine da parte del rider, con strumenti strumenti più veloci e immediati: vending machine, distributori automatici e smart fridge.

Attualmente, quando un cliente fa un acquisto tramite un’app di delivery, il rider che riceve l’ordine si reca dall’esercente, comunica un codice e solo dopo aver ricevuto il prodotto, parte per consegnarlo. Con Vado, invece, una volta che l’utente fa un acquisto su un’app di delivery in qualsiasi negozio, grazie al suo software viene utilizzato il codice d'ordine inviato dall'app di delivery al rider per sbloccare il distributore automatico e permettere al rider di ritirare i prodotti erogati (riducendo i costi di gestione dell'ordine dell'80%).

“Le aziende che si approcciano al quick commerce, se non lo fanno in maniera strategica, rischiano di perdere molti soldi perché per farlo devono, oltre alle strutture e alla tecnologia, sostenere i costi di molto più personale da nei propri store fisici. Con Vado vogliamo creare una soluzione che semplifichi la vita dei piccoli commercianti e non solo, affinché possano competere ad armi pari nello stesso mercato con le grandi multinazionali” spiega Alessandro Ursino, ceo di Vado.

Il quick commerce non è solo cibo e bevande, le aspettative dei consumatori stanno cambiando e si aspettano di ricevere qualsiasi tipologia di prodotto a casa in meno di 3 ore. Questa è un’enorme opportunità per le piccole e medie realtà retail che lavorano in nicchie come beauty, pet food, canapa, sex toys e caricatori di smartphone. Per supportare le realtà più piccole e locali, infatti, tramite l’integrazione tra Vado e le app di delivery l’utente ha la possibilità di acquistare prodotti molto diversi, che vanno dal cibo, al beauty, includendo categorie merceologiche la canapa, i sex toys, i caricatori per smartphone, fino al pet food 24/24 7 giorni su 7 grazie alla forza dell’automazione.

Vado si rivolge a realtà B2B che richiedono sia l’installazione di vending machine che l’implementazione del software, ma anche ad aziende, avendo già il proprio smart fridge o distributore automatico, necessitano solo dell’installazione del software realizzato da Vado.

La startup, nata negli ultimi mesi del 2020 e avente sede a Torino, punta a crescere nei prossimi anni. Gli obiettivi fissati per i prossimi 12 mesi sono per il momento quelli di installare il software in almeno 300 vending machine (che si differenziano dai classici distributori di merendine, ma sono veri e propri magazzini automatici in miniatura, qui un video esemplificativo) e concludere partnership con almeno altre 3 aziende produttrici di vending machine, per distribuire il più possibile il proprio software.

Inoltre, la startup punta a entrare nel prossimo futuro anche nel mercato sudamericano, così da affiancarsi a sempre più aziende e dare loro gli strumenti per crearsi la propria applicazione di delivery.

Oltre agli obiettivi dell’azienda, anche il team di Vado, ora composto da 5 persone tutte under 35, mira ad espandersi.

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