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Stazione spaziale cinese: in Italia preavviso di 40 minuti

La stazione spaziale cinese di cui è stata prevista la caduta, potrebbe creare problemi anche in Italia.

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Stazione spaziale cinese: in Italia preavviso di 40 minuti

Si torna a parlare della stazione spaziale cinese Tiangong-1 della quale è stata già annunciata la caduta, e che potrebbe toccare anche il nostro Paese. Si teme, infatti, che una volta precipitata alcuni dei suoi frammenti possano finire in Italia.

La stazione spaziale cinese sull’Italia?

È un po’ di giorni, ormai, che si parla della sempre più probabile possibilità che la stazione spaziale cinese, già destinata a cadere, possa finire anche sull’Italia. Il problema reale, però, oltre al pericolo che si correrebbe, è che non è un’eventualità prevedibile.

A quanto pare, infatti, ci sarà un preavviso di soli 40 minuti, davvero pochi per poter organizzare eventuali evacuazioni, e piani di soccorso. La stazione spaziale, infatti, è assolutamente fuori controllo e i rischi, già calcolati, sono molto alti.

Ovviamente non basterà tenere gli occhi puntati verso il cielo, pur sapendo che Tiangong-1 sta facendo il suo disastroso e incontrollato ritorno verso il nostro pianeta, nessuno sa dove andrà a schiantarsi.

Ritorno incontrollato verso la Terra

Tiangong-1, quindi, è destinata a ritornare verso il pianeta dal quale è sta generata e da dove è partita, e alcuni frammenti infuocati, a quanto già stabilito, potrebbero cadere sul nostro pianeta, ma è difficile, se non impossibile, riuscire al momento a prevedere con precisione dove e quando.

A quanto si sa, comunque, la caduta dovrebbe avvenire tra il 28 marzo e il 4 aprile, e, anche se ancora si tratta di mere ipotesi, potrebbero essere toccate le regioni a sud dell’Emilia-Romagna.

A confermare tale possibilità è stata la Protezione Civile che, insieme all’Agenzia spaziale italiana, continua a monitorare la situazione, diramando una circolare ai ministeri e alle regioni italiane.

Quello che al momento si sa in maniera piuttosto certa, comunque, è che stazione spaziale Tiangong-1 non finirà a Point Nemo, così come si pensava, ovvero nel più grande cimitero spaziale del pianeta Terra, ma è praticamente certo che si distruggerà nell’atmosfera, e che poi si disperderà in una fascia compresa fra -44°S e +44°N di latitudine.

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Italia possibile area di impatto

Si sa, dunque, che l’Italia potrebbe essere una possibile area di impatto, e l’elemento che continua a preoccupare è dato dal fatto che, certamente, il preavviso rispetto a se effettivamente colpirà il nostro Paese, è brevissimo, una manciata di minuti che rendono, come già detto, quasi impossibile prepararsi all’evento.

Al momento, quindi, il nostro Paese è coinvolto nel monitoraggio della stazione spaziale, e tale controllo avviene tramite l’Agenzia spaziale italiana (Asi). Il compito dell’Asi, quindi, così come segnalato dalla Protezione Civile sul suo sito, è quello di “tenere sotto controllo attraverso radar e telescopi il decadimento della stazione e per fare questo ha coinvolto il proprio Centro di Geodesia Spaziale di Matera.”.

Ovviamente nel monitoraggio sono coinvolti anche altri Paesi, su tutti la Cina, da cui Tiangong-1 è partita sette anni fa, ovvero il 30 settembre del 2011.

I cinesi, che continuano a seguire il lento e inesorabile avvicinamento del loro laboratorio spaziale sperimentale, hanno sensori di osservazione puntati da Terra.

Ovviamente, come è logico pensare, sui satelliti attualmente in orbita, vengono effettuati controlli dalle agenzie spaziali di tutto il mondo. un lavoro continuo, infatti, seguirne il percorso orbitale e registrare tutta l’attività e ogni spostamento.

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