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Stazione Tiburtina in fiamme, dopo 12 ore spunta la pista dei No Tav

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Dodici ore per spegnare le fiamme dell’incendio divampato nella sala apparati della Stazione Tiburtina,stamattina alle prime luci dell’alba. Tanto è servito ai vigili del fuoco (visto che per oggi era prevista anche l’interrugazione dell’erogazione idrica proprio nel quartiere Tiburtino), ancora impegnati nell’accertamento delle cause del dolo e sulla messa in sicurezza della struttura, in fase di ristrutturazione.

Bruciano i fili dell’alta tensione, dei tunnel sottorranei, delle cabine elettriche, alimentando le nuvole di fumo grigio che rendono irrespirabile l’aria. Anche il sindaco Alemanno lancia un appello, dopo i sopraluoghi: “Tenete le finestre chiuse”, almeno fino a che non verranno fatte ulteriori verifiche sulla tossicità delle nubi.
Le Ferrovie dello Stato fanno eco al primo cittadino della capitale, chiedendo ai romani di non mettersi in viaggio con i treni, regionali e a lunga percorrenza, che transitano per la stazione Tiburtina.

Ritardi e pesanti disagi si attendono comunque anche nei prossimi giorni, specialmente a Termini e con ripercussioni sugli orari di partenza e di arrivo anche per Milano, Firenze, Bologna e Napoli.

Una stazione presidiata notte e giorno da guardie giurate e dalla polizia ferroviaria, con un cantiere aperto e operai al lavoro per il restyling del secondo polo ferroviario di Roma, di cui anche noi vi avevamo dato notizia in precedenza.

I testimoni hanno confermato agli inquirenti di non aver sentito nessuna esplosione e di essersi subito accorti solo del denso fumo che usciva dalle cabine elettriche.
A rischio, oltre alla mobilità dei pendolari e dei viaggiatori abituali su rotaie, anche i collegamenti e le complanari tra la stazione e gli altri snodi ferroviari. Gli edifici che sostituiranno i locali dell’attuale stazione, invece, sembrano al riparo da ogni collasso infrastrutturale come dichiarato dall’assessore capitolino ai Lavori Pubblici, Farizio Ghera, così come per la nuova circonvallazione interna (Nci).

Le cause del disastro sono ancora ignote, e le voci che puntavano il dito contro il movimento dei “No Tav” sono state smentite con fermezza e sdegno. La stazione Tiburtina sarebbe infatti tra le fermate previste dal percorso dei treni ad alta velocità, ma francamente sembra prematuro attribuire responsabilità ancor prima di stabilire l’effettivo dolo, e ancor di più gridare alla criminalizzazione di una protesta, finora rimasta circoscritta alle valli piemontesi.

Intanto il comitato di crisi di Trenitalia è già all’opera per cercare di ridurre la paralisi sui binari tra Nord e Sud, tra soppressioni e ritardi di ore a cui si sta tentando di ovviare, almeno parzialmente, con due linee passanti complementari: una per il trasporto regionale e una per i treni di media-lunga percorrenza, con una capacità di quattro treni all’ora per ognuna delle due linee, due per ogni senso di marcia.
Interrotta la linea B della metropolitana nella tratta Monti Tiburtini-Castro Pretorio, con un servizio bus navetta sostitutivo. Deviate nella zona del rogo, alcune linee locali tra cui la 135 e 309, che seguiranno percorsi alternativi, mentre resta interrotta la viabilità per
il treno locale Fara Sabina-Fiumicino.
Capolinea bloccati per il trasporto pubblico Atac e Cotral davanti al piazzale della stazione Tiburtina.

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