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Stefania D’Elia presenta “Pin… Mica scemo”: il cortometraggio con Mingo dedicato ai ragazzi autistici

Stefania D’Elia presenta nell’intervista esclusiva il cortometraggio “Mica scemo” e confida gioie e difficoltà di essere mamma di un ragazzo autistico

Stefania D'Elia Mica scemo

Un mondo pieno di colori, di difficoltà e sfide quotidiane, ma anche di amore incondizionato e sorrisi incancellabili: Stefania D’Elia, madre di Vincenzo e presidente dell’associazione barese Vinci con Noi, ha raccontato con delicatezza le avventure al fianco di persone autistiche.

La sua dolcezza ti tocca il cuore e i suoi racconti sono un importante spunto di riflessione sui quali è bene soffermarsi. Il rispetto è spesso dimenticato, la generosità spesso soppressa e l’affetto sincero per molti è un dono sconosciuto. Troppe volte nascosti dietro l’ego e gli interessi personali, si giudica troppo e si riflette molto poco. Stefania, invece, ci spinge a pensare e aiutare, per conoscere meglio un mondo ricco di originalità che ancora viene commentato con criticità.

Lo spiega bene Stefania D’Elia, che da 15 anni vive i problemi come parte integrante della sua routine quotidiana. Nella Quattordicesima Giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo, l’associazione Vinci con Noi, insieme a Stefania D’Elia, ci regala il cortometraggio “Mica scemo”: pochi minuti intensi e delicati, per lasciarci stupire.

Il protagonista, Pin, interpretato dall’attore barese Mingo De Pasquale, è un adulto affetto da autismo, che con semplicità ci apre le porte del suo mondo.

Un uomo adulto che conserva e mostra senza ritegno il suo essere bambino. Con loro l’amore è il linguaggio migliore, un gesto d’affetto e aiuto che dà pienezza.

Il progetto diviso è in tre fasi: cortometraggio, film, centri polifunzionali, con la finalità di fare promozione sociale, raccogliere fondi per portare avanti il progetto “Mica Scemo” e la realizzazione di centri polifunzionali per il “dopo di noi”.

Stefania D’Elia e il cortometraggio “Mica scemo”

Stefania è grata a suo figlio per averla dotata di lenti speciali. Non chiamateci mamme coraggio. I nostri figli non sono speciali ma originali, una delle tante declinazioni che ha la bellezza. Noi siamo mamme rock’n’roll, come i nostri figli. Loro hanno un’intelligenza superiore a noi, che non sanno gestire”.

Sul progetto dichiara: “È come un figlio: nasce dall’incontro con Mingo De Pasquale a una manifestazione sportiva. Nella sceneggiatura ho messo tanto di Vincenzo e di me, della nostra storia personale e quando l’ho visto montato, ho pianto”.

Stefania D’Elia racconta “Mica scemo”

“L’obiettivo è sensibilizzare verso la persona adulta con autismo avanzato. Si parla poco degli adulti e le persone diversamente abili vengono spesso isolate”. Così Stefania D’Elia ha parlato del cortometraggio “Mica scemo” e ha raccontato l’incontro con Mingo: “Lui si è interessato subito al mondo dei ragazzi autistici e noi siamo rimasti incantati dalla sua sensibilità. Mingo ha pensato subito a un film, nel quale affrontare temi dei quali purtroppo si parla molto poco. Come il dopo di noi”.

Il mondo delle persone con autismo è fatto di piccoli gesti quotidiani. È un mondo prezioso, delicato e nel quale si respira amore incondizionato. Ma “è difficile da raccontare. Sono persone davvero particolari, ognuna diversa dall’altra. La loro genuinità e purezza è molto bella, ma è un mondo pieno di difficoltà. Se io tornassi indietro di 15 anni e sapessi in anticipo che Vincenzo è affetto da autismo, lo rivorrei altre cento volte. Lui è la gioia della mia vita. Ma non concordo con le madri che parlano di “privilegio”. Per noi amarli è il gesto più semplice e naturale, perché sono i nostri figli. Tuttavia, i problemi sono davvero molti. Devi seguirli per ogni cosa e insegnarli tutto, ma l’amore ti fa superare ogni ostacolo. Il mio problema maggiore riguarda il dopo. Come farà quando io e marito non ci saremo più? Noi e altre famiglie sentiamo l’esigenza di creare un luogo che i nostri figli possano frequentare in nostra compagnia, così un domani – quando non ci saremo più – potranno viverci costantemente senza rivoluzionare la propria routine ed esserne traumatizzati”.

Io e mio marito siamo una coppia di tre. Vincenzo ha manifestato disagio a stare lontano da noi. Quelle rarissime volte in cui usciamo a cena, lui ci aspetta dietro la porta prima di andare a letto. Ci guarda rientrare, ci ammonisce con lo sguardo e poi va a letto. Se è così traumatizzato dalla possibilità di non vedere più le persone a lui più care, come potrà essere gestito in futuro? Il futuro è la mia paura più grande, soprattutto in un periodo incerto, ha confidato.

Stefania D’Elia, “Mica scemo”: la vita di una mamma

Il mio Vincenzo ha un autismo linguistico. È un ragazzo davvero molto buono, ma fatica a comunicare: non possiamo usare le parole, usiamo i segni. Si fa leva sulla pornografia del dolore, parlando di “madri coraggio” e “bambini speciali”. È una mentalità retrograda. Sono bambini originali”, ha sottolineato.

Al suo Vincenzo, confida Stefania con la sua commovente delicatezza, direbbe: Scusa per averlo dato spesso per scontato e per non averlo saputo capire. Mi scuso per avergli a volte mostrato la mia disperazione. Dovrei mostrargli ogni giorno la gioia per averlo nella mia vita”. E alle altre famiglie dice: La diversità è varietà e ricchezza. I bambini vanno educati e abituati a relazionarsi un bambino disabile”.

Stefania D’Elia, il progetto “Mica scemo” e l’associazione Vinci con Noi

L’associazione Vinci con Noi svolge un lavoro prezioso per aiutare bambini e ragazzi autistici, contribuendo fortemente all’organizzazione del loro tempo libero e offrendo un contributo importante alle loro famiglie.

È impegnata da nove anni sul territorio di Bari nel realizzare percorsi ludico-sportivi per persone con diagnosi di autismo o di disabilità intellettivo-relazionale dai 3 ai 40 anni.

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