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Stop a mail e WhatsApp fuori orario: la rivolta dei prof alla scuola digitale

Protesta dei docenti contro i messaggi e le comunicazioni ricevute fuori orario e nei giorni festivi da parte del loro dirigente scolastico. In una anno, il numero delle circolari arriva anche a 725.

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Tecnologia e scuola

Si stava meglio quando si stava peggio, e quando è troppo è troppo. La tecnologia ha reso a scuola le tradizionali circolari obsolete. Adesso le comunicazioni da parte dei presidi ai docenti si sono però tramutate in una fitta pioggia, spesso giornaliera.

Una novità che spesso fa imprecare i maestri e professori. I più anziani rimpiangono il vecchio supporto cartaceo. Molti di questi poi, non sono particolarmente ferrati sull’uso di smartphone ed e-mail. Chiaramente, c’è una situazione di disagio.

Reazione e dei sindacati

Il sindacato ha però intenzione di reagire a questa inondazione di comunicazioni (sms, e-mail o massaggi su WhatsApp). La segreteria provinciale della Flc Cgil di Vicenza diffida i dirigenti scolastici dall’uso esagerato di avvisi online.

Questa situazione costringe i docenti a controllare computer e cellulare anche nelle ore serali e nei giorni festivi. Queste comunicazioni possono davvero giungere in qualsiasi momento, bisogna accertarsi che non sia sfuggita qualche comunicazione urgente sull’orario dell’indomani o su qualche riunione.

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Non è obbligatoria la reperibilità fuori orario

Il segretario provinciale della Flc Cgil di Vicenza, Carmelo Cassalia, spiega più nel dettaglio: “Non si vogliono demonizzare questi strumenti di comunicazione ma non si può accettare che il controllo da parte del personale di comunicazioni fatte in questo modo sia considerato legittimo, quindi un obbligo”. Carmelo Cassalia ricorda e puntualizza che il contratto di lavoro del personale scolastico non prevede la reperibilità fuori orario di scuola, per cui nessuno è obbligato a controllare e, tanto meno, a rispondere agli eventuali messaggi di lavoro inviati dal proprio dirigente scolastico fuori dall’orario di servizio.

Il prossimo contratto dovrà chiarire l’utilizzo delle tecnologie

Perché, conclude, il personale scolastico “non è tenuto a controllare a tutte le ore il proprio cellulare o la propria mail per verificare disposizioni di servizio inviate dai dirigenti attraverso sms, whatsApp o e-mail a tutte le ore della giornata, comprese quelle serali e perfino nei giorni festivi”. Tuttavia Carmelo Cassalia ammette che il progresso procede a passo spedito, e ai più non sembra ipotizzabile che possa essere bloccato o rallentato dai lavoratori che ambiscono ad una riserva di tempo da dedicare a se stessi. Sarà probabilmente il prossimo contratto a far luce su come dovranno essere utilizzate le nuove tecnologie.

725 circolari in un anno

Per avere un’idea, un qualche dato dell’attuale situazione, basta fare un giro sui siti delle scuole. Qui si scopre che, per esempio, all’istituto superiore Newton-Pertini di Camposampiero, in provincia di Padova, l’ultima circolare dell’anno scolastico 2016/2017 riporta il numero 725. Quindi, i docenti di quella scuola hanno letto e sottoscritto una media di due circolari al giorno nel passato anno scolastico. Anche nei giorni festivi. Non è improbabile, adesso, che i docenti si trovino a leggere anche dieci circolari in una sola volta. E’ andata un po’ meglio lo scorso anno ai docenti dell’Istituto tecnico commerciale Bonelli di Cuneo, dove le circolari si sono fermate a poco meno di 500. Fortunati.

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