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Strage della funivia Stresa-Mottarone, un anno dopo: la storia della tragedia

Era il 23 maggio 2021 e in tanti festeggiavano la riapertura dopo il lockdown: avrebbero voluto lo stesso le 14 vittime della strage del Mottarone.

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Prima solo un sibilo, poi un rumore che rimbomba. Sarebbe dovuta essere la giornata della ripartenza, quando i casi di Covid tornavano a calare dopo l’ennesimo periodo di lockdown. Eppure, quella che sarebbe dovuta essere una giornata di svago si è trasformata in tragedia.

Quella maledetta domenica di fine maggio ha rovinato per sempre la vita di molte famiglie.

Strage della funivia Stresa-Mottarone, la storia della tragedia

Erano partiti da Stresa, perla tra le più incantevoli di tutto il lago Maggiore, per raggiungere la cima del Mottarone. 15 persone erano a bordo della funivia che dal versante piemontese del lago sale fino ai 1.491 metri del monte. Sono bastati pochi secondi a far svanire i sorrisi dei passeggeri presenti all’interno della cabina precipitata al suolo.

13 persone sono morte sul colpo. Tra loro anche un bambino di 2 anni. La quattordicesima vittima, invece, è deceduta all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. L’unico superstite, che all’epoca dei fatti aveva solo 5 anni, è Eitan, il bimbo israeliano residente nel Pavese che nella strage del Mottarone ha perso mamma, papà, fratellino e bisnonni. È stato proprio lo stretto abbraccio del padre a proteggerlo, evitando il peggio, attutendo lo schianto sul terreno e salvandogli la vita.

Il merito è di quell’abbraccio in cui era racchiuso l’amore eterno, viscerale, autentico che solo un genitore può trasmettere al proprio figlio.

Rimasto orfano, il piccolo è stato affidato alla zia paterna, anche lei residente in Italia. Finalmente il bambino va a scuola, cresce al fianco degli zii e dei suoi cuginetti, cercando di riacquistare quel senso di normalità svanita in pochi istanti ormai un anno fa.

Tuttavia, la questione dell’affido del piccolo Eitan non è stata priva di peripezie.

L’intromissione del nonno materno, che con l’inganno ha rapito il bambino portandolo nel suo Paese d’origine, ha causato ulteriori problemi a Eitan e ai suoi familiari. Ora fortunatamente sta bene e cresce lontano da cronisti e riflettori.

Le indagini

Solo ad aprile, a quasi un anno dalla tragedia, la Cassazione ha annullato, con rinvio a una nuova sezione del Tribunale del Riesame di Torino, il provvedimento che lo scorso ottobre aveva stabilito gli arresti domiciliari per Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, due tra gli indagati per la strage del Mottarone.

Si tratta, rispettivamente, del titolare della società che gestiva la funivia e del direttore di esercizio dell’impianto.

Chi sono le vittime

14 le vittime della strage avvenuta in cima al Mottarone. C’è la famiglia israeliana di Eitan, che aveva fatto dell’Italia la sua seconda casa. A perdere la vita Amit Biran e la moglie Tal Peleg, classe 1991 e 1994. Deceduto a causa del violento impatto anche Tom Biran, 2 anni, e i suoi bisnonni, Itshak Cohen e Barbara Cohen Konisky.

Non ce l’hanno fatta neppure Mohammadreza Shahaisavandi e Serena Cosentino, che abitavano a Diamante, in provincia di Cosenza. In quella cabina c’erano anche due giovani fidanzati di Varese, che sognavano un futuro insieme: da poco tempo avevano iniziato a convivere e lei, 26 anni, si era appena laureata. Avrebbero voluto sposarsi. Ora Alessandro Merlo e Silvia Malnati riposano nella stessa tomba.

Tra le vittime anche Vittorio Zorloni ed Elisabetta Persanini, Roberta Pistolato e Angelo Vito Gasparro, nati a Bari ma residenti nei pressi di Piacenza.

La commemorazione a un anno dalla strage

Lunedì 23 maggio, in occasione del primo anniversario della strage della funivia del Mottarone, si terrà una commemorazione in ricordo delle vittime e della tragedia che ha stretto nel dolore l’intera comunità.

Sarà scoperta la stele con i nomi delle quattordici vittime del disastro e con la scritta in latino “a perenne ricordo”.

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