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Strage di Sassuolo: morto Renzo Fontana, il nonno di Elisa Mulas

In relazione alla strage di Sassuolo, è stato comunicato che anche il nonno di Elisa Mulas, il 97enne Renzo Fontana, è recentemente deceduto.

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In relazione alla strage di Sassuolo, è stata comunicata la morte del nonno di Elisa Mulas, la donna uccisa dall’ex compagno Nabil Dhahri insieme ai suoi due figli e alla madre.

Strage di Sassuolo: morto Renzo Fontana, il nonno di Elisa Mulas

Nel pomeriggio di mercoledì 17 novembre, il 38enne di origini tunisine Nabil Dhahri ha massacrato l’ex compagna Elisa Mulas, i loro due figli Ismaele e Sami, rispettivamente di 5 e 2 anni, e la suocera Simonetta Fontana, per poi togliersi la vita.

Al momento dell’aggressione, avvenuta presso l’abitazione della suocera dell’omicida, era presente in casa anche il nonno di Elisa Mulas. L’uomo, allettato, è stato identificato come Renzo Fontana e aveva 97 anni.

A quanto si apprende, il nonno di Elisa Mulas è deceduto a pochi giorni dalla strage familiare che si è consumata a Sassuolo.

Strage di Sassuolo, i sopravvissuti al massacro familiare

Nella giornata di giovedì 25 novembre, è stata diffusa in modo ufficiale la notizia relativa alla morte di Renzo Fontana, 97 anni. L’uomo è improvvisamente e tragicamente scomparso nella mattinata di martedì 23 novembre, a pochi giorni dalla drammatica strage di Sassuolo.

Alla strage familiare avvenuta a Sassuolo, erano sopravvissuti soltanto Renzo Fontana, bisnonno dei due bambini uccisi dal padre, e la prima figlia di 11 anni di Elisa Mulas, avuta da una precedente relazione.

Mentre la bambina si trovava a scuola al momento dell’uccisione della sua famiglia, il bisnonno era presente nell’abitazione seppur allettato a causa delle sue precarie condizioni di salute.

Strage di Sassuolo, la testimonianza di Enrico Mulas

In seguito alla strage familiare compiuta da Nabil Dhahri, il fratello di Elisa Mulas, Enrico Mulas, che è stato il primo ad aprire la porta di casa e apprendere del massacro, ha rilasciato una testimonianza in merito all’accaduto: “Mi hanno chiamato dalla scuola, nessuno rispondeva.

Quando sono arrivato qui sotto c’era una pattuglia. Avevo le chiavi. Siamo saliti, ho aperto la porta, ho visto un corpo a terra – riferendosi alla sorella Elisa, poi, ha aggiunto –. È stata una ragazza sfortunata, ha incontrato le persone sbagliate. Lei, la mamma e i bambini ci lasciano un grande vuoto”.

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