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L’opinione di Giampiero Casoni

Strage di Uvalde, cancellare ciò che è stato non è sufficiente

Ci sono due modi per cancellare gli orrori umani: o cancelli i posti dove sono avvenuti o cancelli la possibilità che accadano di nuovo.

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Ci sono due modi per cancellare gli orrori umani: o cancelli i posti dove sono avvenuti o cancelli la possibilità che accadano di nuovo. Il primo è il modo semplice e basico delle società involute, quelle che credono che ogni fenomeno prenda sostanza nel totem fisico del suo esserci stato e che arrivano a pensare che il fenomeno muoia se muore il posto dove ha fatto capolino.

Il secondo è il modo difficile, quello che passa per la modifica delle condizioni culturali e sociali che hanno prodotto quel fenomeno. Facciamo un esempio ovviamente di iperbole: sarebbe stato mai immaginabile in Italia ricostruire da capo e in un altro posto la stazione di Bologna al solo scopo di ritenere il terrorismo che ci fece macelleria battuto sul suo terreno, eliminato perché non c’era più uno dei tanti spot scelti per sperdere sangue innocente?

No, perché noi siamo europei e potremo avere tutti i difetti del mondo, ma quello dell’approccio sistemico è un mood che ci accompagna da secoli, noi non facciamo scena da saloon di ciò di cui dovremmo fare analisi e quando cadiamo nel tranello del simbolismo sciatto poi, fatte le dovute eccezioni, noi rinsaviamo.

Veniamo al Texas ed alla strage di Uvalde invece, cioè ad un Paese in cui non si possono avere per legge più di sei sex toys ma se in casa hai di che riarmare la Wermacht nessuno ti dice nulla. Lì, nel paese dove un dildo di gomma è più penalmente perseguibile di un Colt M4, il simbolismo un tanto al chilo ha preso sostanza ridicola.

Sempre lì il sindaco della cittadina si è messo a surfare l’onda del tema armi facili con un annuncio che sa di castrazione chimica invece che di cultura del rispetto: lui vuole radere al suolo la scuola della strage, come se cancellare con un colpo di spugna un errore alla lavagna equivalesse a mettere nella testa dello studente che ha scritto quella scempiaggine le nozioni giuste per non cadere più in errore.

E negli Usa, vecchia enclave del “way of life” da Frontiera sostanziato addirittura in un emendamento della Costituzione, ci stanno provando solo adesso, ad adottare il modo “difficile” ma giusto di cancellare un orrore.

Lo stanno facendo con il voto al Senato con il quale è stata approvata la proposta di legge bipartisan per la limitazione sull’uso delle armi da parte dei semplici cittadini. I tipi di Washington hanno fatto con un meritorio 64 a 34 in favore della stretta in una roccaforte di repubblicani pistoleri da sempre.

Il guaio è che lo stanno facendo con la farraginosità di chi deve abdicare da una vecchia, cara e tutto sommato veniale abitudine, oltre che da un profilo normativo bilenco. Che significa? Che su certe cose negli Usa i legiferati vanno a traino della mistica pop più che del dibattito vivo in corso. Tutto questo mentre negli Usa si spara con cadenza quotidiana e il piombo vola più dei passeri, come dimostra l’ultimo morto solo oggi e solo in ordine di tempo su un treno a San Francisco.

Risalta fiero e sdrucciolo il paradosso di una nazione che è composta da stati federati, stati che hanno ciascuno legislazioni con ampie sacche di autonomia, che hanno parlamenti loro e governatori. Tizi come Greg Abbott, uno al cui paragone John Wayne sembra un hippie all’Isola di Wight. Lui fece votare una legge per cui in Texas chiunque abbia più di 21 anni è abilitato ad armarsi ed a portare con sé ferraglia da piombo assassino. Trattasi di tizio che quando quella legge entrò in vigore proclamò vigoroso che era “la più forte legislazione sul Secondo emendamento nella storia del Texas”.

Come se mettere la coperta della Costituzione ad ogni scempio equivalesse a sancirne la sacralità, come se quelle centinaia di morti all’anno non fossero cittadini che dalla Costituzione dovrebbero essere garantiti nel diritto di esistere prima che nel diritto di difendersi. Come se negli Usa e in Texas non avessero ancora capito che David Crockett ed Alamo erano e resteranno icone ma non sono più esempi. Perché i passi più grandi nelle loro storia le Nazioni li hanno fatti non quando hanno impugnato un revolver o la spugna per cancellare quel che il revolver ha bucato, ma quando hanno afferrato la penna. Per scrivere basta.

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