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Strage Las Vegas, al killer fu prescritto il Valium per i comportamenti aggressivi

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Stephen Paddock, il killer della Strage di Las Vegas, faceva uso di valium: potrebbe essere stato il farmaco a stimolare la follia dell'uomo. Nella strage sono state uccise 59 persone e fatti centinaia di feriti.

Strage di Las Vegas, emergono nuovi dettagli sul killer che ha ucciso, nella serata di lunedì, 59 persone e fatto centinaia di feriti. Stephen Paddock, questo il nome dell’attentatore, era sotto cura ansiolitica. Negli ultimi mesi un medico gli aveva prescritto alcuni ansiolitici, ai quali, nel mese di giugno, si era aggiunto anche il Valium.

Potrebbe essere stato proprio questo farmaco a fare impazzire Paddock: il suo utilizzo, in pazienti che hanno problemi mentali, può scatenare comportamenti aggressivi.

Strage di Las Vegas: la ricostruzione

Stephen Paddock ha iniziato a sparare sulla folla, dalla finestra della sua stanza d’albergo di fronte alla piazza in cui si teneva il concerto country. La prima raffica, sparata con un fucile d’assalto modificato per essere posizionato su un cavalletto e per sparare a ripetizione, è durata nove secondi.

Inizialmente i presenti hanno pensato a fuochi d’artificio, poi il cantante si è accorto di quello che stava accadendo.

Nel frattempo tra gli spettatori era scattato il panico: morte, sangue e feriti stavano iniziando ad aumentare. La folla ha tentato di uscire, accalcandosi. Alcuni hanno trovato riparo in un locale lì vicino, altri si sono distesi a terra nella speranza di non essere colpiti. Dall’alto della sua stanza, intanto, Paddock sparava altre due raffiche sulla folla, mietendo altre vittime

L’intervento delle Teste di Cuoio

La Polizia è riuscita ad identificare la provenienza degli spari e le Teste di Cuoio sono entrate in azioni nell’albergo. Una volta identificata la stanza in cui era barricato l’attentatore, si sono preparati ad entrare in azione. Allarmato dal rumore, Paddock ha sparato un’ultima raffica contro la porta della sua stanza nel tentativo di fermare le Forze Specialei.

La Polizia ha quindi sfondato la porta e si è trovata davanti uno spettacolo macabro.

L’uomo si era già tolto la vita ed era a terra inerme. Tutt’intorno un vero e proprio arsenale, con decine di armi – poi sequestrate dalle Forze dell’Ordine – pronte ad essere usate per far fuoco sulla folla, qualora il primo fucile si fosse inceppato.

Le armi in albergo

Da ciò che emerge dalle indagini, la strage di Las Vegas non sarebbe, però frutto di una decisione dell’ultimo minuto e nemmeno di una pazzia improvvisa.

Nella stanza d’albergo dell’uomo, infatti, la Polizia ha ritrovato decine di armi automatiche e semiautomatiche, tra cui anche fucili d’assalto. Gli stessi ritrovamenti si sono verificati anche nella casa dell’uomo, in Nevada. In totale la Polizia ha sequestrato 42 armi, tra pistole, fucili e munizioni di vario tipo.

Un vero e proprio arsenale che facevano presagire ad una sorta di “fissazione” per le armi che, alla luce dei problemi depressivi di cui soffriva l’uomo, poteva sfociare in tragedia. E così è stato. Tre le raffiche interminabili con cui l’uomo ha fatto fuoco sulla folla accorsa a Las Vegas per il Festival del Country: un bilancio di oltre 50 morti che si prospetta il più tragico della storia americana.


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