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Strage di Viale Lazio Bernardo Provenzano
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Strage di Viale Lazio Bernardo Provenzano

Strage di Viale Lazio Bernardo Provenzano
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La strage di Viale Lazio, regolamento di conti avvenuto a Palermo il 10 dicembre 1969, è considerato l’attacco in assoluto più cruento compiuto, in tutta la storia, da Cosa Nostra.

Provenzano, Riina, Bagarella della Cosca di Corleone, Grado di quella di Santa Maria di Gesù e Caruso della Cosca di Riesi: un commando di killer pronti a vendicare una guerra tra famiglie innescata dal capo della famiglia Acquasanta, il boss Michele Cavataio, soprannominato il Cobra.

La strage di Viale Lazio è ricordata come il regolamento di conti più violento di tutta la storia di Cosa Nostra. Il commando costituito dai killer delle Cosche più in vista decisero di fare irruzione negli uffici di Girolamo Moncada, costruttore edile, dove si nascondeva il boss Cavataio.

Il primo a sparare fu Caruso che aprì il fuoco contro alcuni impiegati, innescando un violento scontro che portò alla morte di diverse persone, tra cui Cavataio, per opera di Bernardo Provenzano.

A detta del pentito Grado, pare fosse stato proprio Provenzano ad aprire il fuoco per primo.

L’attacco, di una violenza inaudita, portò la morte anche dei figli del costruttore Moncada e di alcuni dipendenti. Trascorsero diversi anni prima che si giungesse a una conclusione sull’attentato: solo molto più tardi, nel 2009, ci furono le condanne all’ergastolo dei due esponenti maggiori, Provenzano e Riina.

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