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Stuprata dal marito, vede casa prima dei 5 anni. Commissione Tributaria: “Non è un caso grave, restituire soldi”

Donna stuprata dal marito vende la prima casa comprata insieme, il Fisco le chiede di restituire il denaro in quanto l’accaduto “non è un caso grave”.

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Una donna stuprata dal marito ha venduto la prima casa comprata insieme a meno di cinque anni dall’acquisto. Il Fisco le ha chiesto di restituire il denaro, rivolgendosi alla Commissione Tributaria di Varese. La commissione ha supportato la richiesta dell’Agenzia delle Entrate in quanto la vicenda vissuta dalla donna “non è un caso grave”.

Stuprata dal marito, Commissione Tributaria: “Non è un caso grave”

La commissione Tributaria di Varese ha stabilito che le violenze, le aggressioni fisiche e le minacce subite dal marito non costituiscono un “caso di gravità estrema, assolutamente fuori da ogni possibile previsione, eccezionale ed inevitabile”. Per questo motivo, la donna di 36 anni stuprata dal compagno alla quale è stata indirizzata la sentenza della commissione dovrà rimborsare all’Agenzia delle Entrate le agevolazioni fiscali precedentemente ottenute per acquistare la prima casa insieme al consorte.

La richiesta è stata formulata in quanto l’immobile è stato venduto prima dello scadere dei cinque anni dalla data di acquisto.

Dopo aver appreso la decisione della commissione Tributaria di Varese, contattata da Il Messaggero, la 36enne ha spiegato di essere rimasta ferita “non solo per il dolore fisico e psicologico che ho affrontato ma anche perché con la vendita della casa ho potuto ritrovare un po’ di autonomia e mantenere il bambino senza l’ausilio di nessuno”.

Fisco chiede soldi per vendita prima casa prima della scadenza dei cinque anni dall’acquisto

La protagonista della drammatica vicenda è stata per anni sottoposta a ogni genere di abuso. Dopo aver subito abusi sessuali ed essere stata picchiata e minacciata, ha infine trovato il coraggio di lasciare il marito e denunciarlo. A seguito delle indagini condotte dagli inquirenti, è stato firmato un ordine di custodia cautelare dal gip del tribunale di Busto Arsizio al quale ha fatto seguito un ordine per trattamento sanitario obbligatorio firmato dal sindaco.

La vicenda si è, poi, conclusa in modo definitivo nel 2017 quando il marito della 36enne si è tolto la vita mentre si trovava in una struttura psichiatrica.

Per la donna, l’incubo sembrava essere finito ma nuove difficoltà si sono presentate nel momento in cui ha venduto la prima casa comprata con il compagno ed è stata contattata dall’Agenzia delle Entrate che le ha chiesto di rimborsare l’ente per le agevolazioni fiscali. La richiesta è stata inoltrata in quanto l’immobile è stato venduto prima che dall’acquisto fossero trascorsi cinque anni. Per ottenere il rimborso, l’Agenzia delle Entrate si è rivolta alla commissione Tributaria di Varese che, con la sentenza del 22 febbraio pubblicata il 6 maggio 2022, si è schierata dalla parte del fisco.

Il commento degli avvocati della donna stuprata dal marito

In merito a quanto accaduto, si sono espressi i due avvocati della donna, Filippo Cariso e Giorgio Prandelli.

I due legali, nello specifico, hanno dichiarato: “La legge che vieta la cessione prima di cinque anni prevede la deroga in caso di fatti gravi e imprevedibili, come ci sembra possa essere una vicenda terribile come una prolungata violenza sessuale e psicologica. Eppure abbiamo scoperto che per i tre giudici della commissione Tributaria di Varese un dramma come quello ben descritto dai Carabinieri e dal Gip si possono considerare fatti non di estrema gravità”.

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