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Stupro di Firenze: la grave accusa contro uno dei due carabinieri
Cronaca

Stupro di Firenze: la grave accusa contro uno dei due carabinieri

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Stupro di Firenze: la grave accusa contro uno dei due carabinierino dei due carabinieri

Stupro di Firenze, per i PM entrambi i militari avrebbero approfittato delle condizioni psico fisiche delle ragazze.

Stupro di Firenze, si torna a parlare della bruttissima esperienza vissuta dalle due studentesse americane che nella notte fra il 6 e 7 settembre hanno raccontato di aver subito una violenza dai due carabinieri che le avevano accompagnate a casa dopo una notte in un locale.

Le due ragazze, come più volte è stato detto e raccontato, avevano conosciuto i due uomini a tarda notte, quando uscite da una nota discoteca fiorentina, non avevano trovato un taxi per tornare a casa e, troppo ubriache per organizzare il rientro, avevano ricevuto dai carabinieri l’offerta di essere riaccompagnate.

Poi, da qui, la storia ha due versioni diverse: le ragazze hanno raccontato di aver subito una violenza una volta giunti a casa, direttamente nell’androne del palazzo dove abitavano. I carabinieri, invece, propendono per una visione totalmente diverse: il rapporto c’è stato, ma le studentesse erano consapevoli e consenzienti.

Anche se fosse, però, nello stato in cui le due ragazze si trovavano, molto ubriache e non presenti a loro stesse, comunque i due carabinieri hanno approfittato di una situazione in cui loro erano la parte debole.

Questa, per l’appunto, è stata la visione avuta dai pm che si occupano del caso dello stupro di Firenze.

stupro firenze

Secondo ciò che i pubblici ministeri sostengono, infatti, appare abbastanza evidente che i due uomini, che tra l’altro erano in servizio, avrebbero comunque appofittato delle condizioni psico fisiche delle due ragazze. Ciò che è ancora più grave, però, soprattutto per uno dei due, è uno dei fatti emersi: avrebbe imposto a una delle ragazze l’atto sessuale.

Da qui, quindi prendono forza le decisioni dei pm Rodrigo Merlo e Ornella Galeotti. Le imputazioni sullo stupro di Firenze mosse ai due si basano in maniera netta sui racconti di quella notte, e ovviamente anche sulle prove raccolte. Resta quindi molto chiara la posizione dell’appuntato Marco Camuffo, di 47 anni, e del carabiniere scelto Pietro Costa, di 32, i quali, dopo essere intervenuti alla discoteca Flo’ per sedare una rissa, fecero salire sull’auto di servizio le due studentesse di 19 e 21 anni.

Grave la posizione dell’appuntato

Appurato ciò, entrambi si sono macchiati di un reato, ma la posizione Camuffo è più grave di quella del suo collega.

Secondo il racconto della ragazza, infatti, l’appuntato l’aveva spinta contro un davanzale, aveva avuto un rapporto sessuale poi l’aveva afferrata per le spalle e fatta inginocchiare per farle praticare un altro atto sessuale.

L’uomo avrebbe smentito il racconto dicendo che lei era consenziente, i pm, però, non gli credono e contestano non solo di aver profittato delle condizioni psico-fisiche della studentessa ma anche di aver agito con violenza, costringendola a subire atti sessuali. Il suo collega, invece, ha una posizione comunque grave, ma meno preoccupante di quella di Camuffo, ritenuto tra i due il maggiore responsabile dello stupro di Firenze.

La versione del gip

Rispetto, inoltre, all’ipotesi di una macchinazione da parte delle studentesse che avrebbero potuto montare in qualche modo il caso dello stupro di Firenze, una delle stregie di difesa dei militari, secondo il gip non ci sarebbe stato il tempo per organizzarla. Anche rispetto a questo, quindi, ha respinto la richiesta di interdizione dei due militari perché ritiene che la sospensione dal servizio disposta dall’Arma sia misura efficace per impedire che commettano altri reati, e afferma che:

“i profili di gravità indiziaria risultano elevatissimi. L’ipotesi che i rapporti sessuali siano stati consumati contro la volontà o comunque senza consapevole, valido e percepibile consenso delle due ragazze appare estremamente verosimile. Sono quindi ravvisabili gravissimi indizi a carico dei due carabinieri che, in contrasto con le regole note anche alla più inesperta recluta, hanno utilizzato l’auto di servizio per accompagnare due civili e subito dopo averle fatte entrare nel portone di casa hanno avuto un approccio sessuale culminato nei termini già esposti.”.

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