Stupro Firenze, ragazze interrogate: "Domande sadiche"
Stupro Firenze, ragazze interrogate: “Domande sadiche”
Cronaca

Stupro Firenze, ragazze interrogate: “Domande sadiche”

stupro firenze

Stupro Firenze, è stato diffuso parte del verbale con le domande fatte alle due ragazze americane violentate l'estate scorsa

Stupro di Firenze, sono state pubblicate alcune domande fatte dagli avvocati dei due imputati alle ragazze statunitensi violentate nell’estate scorsa. I quesiti posti sono sicuramente discutibili, e lo stesso magistrato li ha censurati. Il gravoso interrogatorio non verrà replicato, in quanto tutto quello che è stato affermato dalle due giovani sarà assunto come prova nell’eventuale processo. I fatti risalgono al 7 settembre 2017, quando due carabinieri offrirono un passaggio alle due studentesse americane dopo una notte a base di alcol.

Stupro Firenze interrogatorio

Il Corriere della Sera ha diffuso parte dell’interrogatorio svolto dagli avvocati dei due carabinieri alle due povere vittime. Le ragazze, già molto provate da quanto accaduto loro, hanno dovuto rispondere a quesiti emotivamente molto pesanti. Quasi sadici. In tutto sono state fatte 250 domande. Il tutto ha avuto luogo nell’aula bunker del tribunale di Firenze. Le due vittime hanno dovuto ripercorrere dettagliatamente gli avvenimenti di quella terribile notte.

I due militari hanno confessato di aver consumato un rapporto sessuale con le due giovani, ma che questo era assolutamente consenziente, e che sono state proprio loro ad invitarle in casa. Le analisi effettuate hanno confermato che le due americane erano alterate dall’alcol.

Domande invadenti

Gli avvocati hanno fatto domande che sono state fortemente criticate dal giudice. È stato chiesto agli avvocati se le due ragazze trovano affascinanti gli uomini in divisa. Ma il giudice ha ribattuto affermando che le abitudini personali, gli orientamenti sessuali non possono essere oggetto di deposizione. Un’altra domanda, che poi non è stata ammessa, è quella riguardo alla biancheria intima delle ragazze. Alle giovani è stato chiesto se la indossassero o meno quella sera.

Sempre sui vestiti, è stato chiesto se fossero stati dati tutti i vestiti alla polizia. La ragazza interrogata ha affermato di non ricordare. All’incredulità del legale, il giudice ha risposto che non si può fare la macchina della verità.

L’avvocato afferma di essere convinto che il reato commesso dal suo assistito sia invece stato una messa in scena.
Uno dei legali ha poi chiesto l’esito della visita ginecologica effettuata dopo la denuncia dello stupro Firenze. Ma questo quesito non viene ammesso, come quello sul fatto che sia stato, per le vittime, il primo stupro o meno.
Il giudice, ad un certo punto, ha affermato di non voler accettare domande invadenti, come quelle che venivano formulati dagli avvocati.
Le domande, effettivamente molto sadiche, ed effettivamente inutili ai fini dell’interrogatorio, sono alquanto inspiegabili.

Durante una riposta, una ragazza ha affermato di non ricordarsi tutto, in quanto era ubriaca. Nella sua mente c’è vivo il ricordo di essersi baciata con uno dei due militari, e che lui le ha tirato giù la maglietta. Ha affermato: “Mi ricordo che ha cercato di toccarmi nelle parti intime, che ha tirato fuori il pene e io ero assolutamente in choc.

Ero così sconcertata, però, ero talmente ubriaca, mi sentivo indifesa non avevo la forza di dire o fare qualcosa. Mi ricordo che gli dissi di no, non volevo avere un rapporto con lui”. Dopo l’oblio totale.

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