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Stupro a Jesolo, Gueye si difende: “Lei era consenziente”

Dopo lo stupro della ragazza, sulle spiagge di Jesolo, Gueye si difende dichiarando che la giovane era consenziente.

Viene disposta la custodia cautelare e convalidato il fermo dal Gip di Venezia, per Mohamed Gueye, il senegalese accusato di aver violentato una quindicenne a Jesolo. Il ragazzo, si trova da venerdì notte nel carcere del capoluogo veneto. In difesa del venticinquenne, l’avvocato Jacopo Stefani, che dopo l’interrogatorio di garanzia, dichiara: “Lei era consenziente”.

La linea difensiva di Gueye

Prima dell’interrogatorio, Stefani ha trascorso più di quattro ore in carcere, per concordare con il senegalese la linea difensiva. Gueye avrebbe chiesto anche notizie della moglie italiana e della piccola figlia. Si riporta inoltre che proprio grazie al suo matrimonio, questi avrebbe evitato di essere espulso a causa di reati per i quali era stato indagato e che lo avevano inserito in una lista oltre 300 fotografie.

Attraverso quest’ultime, la giovane lo avrebbe riconosciuto come il proprio aggressore. Secondo il legale, sarebbe inappropriato però parlare di violenza sessuale, poichè la ragazza era consenziente.

La parte civile: il comune di Jesolo

Anche il comune di Jesolo desidera prendere parte all’eventuale processo nei confronti dell’aggressore, annunciando di volersi costituire come parte civile. In questo modo la giunta, che ha preso la decisione per mezzo di un’assemblea straordinaria, vuole mostrare vicinanza e affetto alla famiglia della ragazza e prendere contromisure successivamente al danno d’immagine subito.


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