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Stupro di Rimini, il 16enne nigeriano si pente e chiede scusa

Stupri Rimini, il 16enne nigeriano arrestato si pente e chiede scusa, oltre che dispiaciuto, e avrebbe compreso la gravità di quello che è successo.

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Lo stupro di Rimini, così come viene tristemente appellato uno dei casi di cronaca più riprorevoli di questa estate, aggiunge giorno dopo giorno tasselli sempre più cupi a un fatto di per sé ripugnante.

Le polemiche riguardo la violenza di gruppo di fine agosto accaduto sulla spiaggia, a notte fonda, non tendono a placarsi. In questi giorni frenetici in cui la montatura mediatica ha portato chiunque, anche se non coinvolto direttamente, a parlare e a dire la sua, si è detto di tutto.

Oggi, però, arriva una delle testimonianze più forti e inattese rispetto a questo orribile accadimento: il 16enne nigeriano che ha preso parte al commando, si pente e chiede scusa. Ricorderete che il ragazzo faceva parte del quartetto che la notte tra il 25 e il 26 agosto scorso aveva dato vita a un vortice inaudito di violenze.

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I fatti

La notte tra il 25 e il 26 agosto un gruppo di quattro ragazzi aggredisce una coppia di turisti polacchi che si trovava in spiaggia, a Rimini. La ragazza viene stuprata ripetutamente, il ragazzo picchiato e derubato. Il fatto avviene in località Miramare, al bagno 130.

Da subito si arriva alla conclusione che gli aggressori potrebbero essere stranieri: così vengono descritti, così appaiono in un filmato che potrebbe averli ripresi proprio alla fine della prima violenza. Sì, perchè la notte brava continua con l’aggressione e lo stupro ai danni di un transessuale

Da subito l’idea era che: “gli autori dell’aggressione dello stupro erano, spero di non essere smentito dalle indagini, reduci da una notte di sballo con abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti”, come puntualizzato dal questore Maurizio Improta.

Le indagini hanno preso subito il via e non ci è voluto molto per arrivare ad individuare gli aggressori, un gruppo di quattro ragazzi nordafricani, i quali in base agli indizi forniti, non sarebbero stati nuovi ad atti violenti, e sarebbero stati già conosciuti alle forze dell’ordine.

Poi, a stretto giro, gli arresti: un 20enne richiedente asilo congolese, due fratelli marocchini, di 15 e 16 anni, nati in Italia, che hanno negato di aver partecipato allo allo stupro della turista, e un 17enne nigeriano.

Assunzione di colpa e pentimento

A quanto pare il sedicenne nigeriano accusato di concorso con altre tre persone nella doppia violenza di Rimini, sarebbe molto pentito.

A parlare per lui è il suo avvocato difensore, Giovanna Santoro, una volta terminata l’udienza al tribunale per i minorenni di Bologna.

Non si hanno molti particolari rispetto alle sue ammissioni, però avrebbe dichiarato che si è reso conto di ciò che ha fatto. Ha preso dunque coscienza del suo tragico sbaglio, si pente e resta in attesa di conoscere la sua sorte: nelle prossime ore il giudice deciderà sulla convalida della misura cautelare.oltre che dispiaciuto, e avrebbe compreso la gravità di quello che è successo.

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