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Stupro sugli scogli, i tre violentatori della 15enne chiedono perdono

Gli autori dello stupro di Marechiaro sono stati portati in tribunale. Hanno ammesso le loro terribili colpe ed hanno chiesto perdono alla vittima 15enne.

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Stupro sugli scogli, i tre violentatori della 15enne chiedono perdono

Una storia bruttissima, quella dello stupro di Marechiaro avvenuto il 28 maggio scorso e che pian piano è stata risolta. La ragazzina, di soli 15 anni, è stata stuprata da un branco di 5 persone in riva al mare. Dopo il terribile crimine, la vittima ha fatto denuncia. Le ricerche hanno portato alla cattura ed al riconoscimento dei colpevoli. Questi 5 esseri, hanno ammesso le loro colpe, e chiedono perdono, ma quel che è fatto, è fatto.

Scuse dopo stupro

Il branco è composto da cinque omunculi minorenni, e ‘solo’ tre di questi hanno partecipato attivamente allo stupro. A dirlo alle autorità è stata la stessa adolescente, che ha riconosciuto i bruti, e ha ‘scagionato’ quelli che erano solo presenti ma che non hanno partecipato alla violenza. Portati dinnanzi al gip del Tribunale di Napoli, hanno chiesto scusa e perdono alla ragazzina ed ai parenti della povera vittima.

Provano così a spiegare: «Quel giorno provammo a incentivarci a vicenda, all’inizio si trattò di una sfida o di un gioco di pessimo gusto, poi abbiamo perso completamente il controllo della nostra condotta». Dicono di essere pronti di assumersi al cento per cento le loro responsablità legali, e di aver intenzione di elaborare l’esperienza. Inoltre chiedono di poter essere inseriti in un percorso formativo e di recupero, che permetta loro di recepire il senso del rispetto altrui, in particolare della donna. Immaginiamo che è difficile perdonare una violenza simile, però.

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La violenza

La ragazzina ha commesso un errore di ingenuità. Ma è sempre molto facile parlare col senno di poi. Si era quantomeno invaghita di un altro ragazza, che aveva cominciato a frequentare nelle settimane scorse. Poi, un giorno i due decisero di fare una passeggiata in riva al mare, sugli scogli. Qui vennero intercettati dal gruppo di cinque ragazzetti. E qui iniziò l’incubo. Il ragazzo amato sparì nel nulla, e la povera ragazza 15enne rimase in balia del branco di stupratori. Rimasta impietrita, la vittima non aveva la forza fisica e psicologica per reagire e urlare aiuto, e ha dovuto subire la terribile violenza.

Lega e castrazione

Chi non perdona è sicuramente la Lega. Il capogruppo del partito al Senato, Gian Marco Centinaio, ha dichiarato che non esiste redenzione per chi decide di usare violenza sessuale contro donne e bambini.

Ha poi invocato la castrazione chimica per chiunque commetta questo reato. Anzi, ripropone questo supplizio per una legge apposta. Questo perché «la politica si deve occupare nell’immediato di garantire giustizia per le vittime di violenza. Non possiamo più tollerare la proliferazione di questi fatti gravissimi. La castrazione chimica è l’unico deterrente possibile». Occuparsi solo dell’immediato è molto limitante, però, un percorso che possa riportare nelle giusta via è senz’altro migliore, soprattutto se parliamo di ragazzi minorenni.

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