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Suicidio assistito, primo sì in Italia per Mario: è tetraplegico da 10 anni

In Italia è arrivato il primo sì per il suicidio assistito. Mario è tetraplegico da 10 anni ed è il primo malato ad ottenere il via libera.

Suicidio assistito

In Italia è arrivato il primo sì per il suicidio assistito. Mario è tetraplegico da 10 anni ed è il primo malato ad ottenere il via libera.

Suicidio assistito, primo sì in Italia per Mario: è tetraplegico da 10 anni

Mario è tetraplegico da 10 anni ed è il primo paziente ad ottenere il via libera per il suicidio medicalmente assistito in Italia.

We are the champions” ha scritto ad un amico. Mario ha vinto la sua battaglia. Il Comitato etico della sua azienda sanitaria di riferimento, la Asur Marche, ha deciso che nel suo caso ci sono tutte le condizioni per accedere al farmaco letale. Le quattro condizioni stabilite dalla Corte Costituzionale sono che il paziente è tenuto in vita da trattamento di sostegno vitale, è affetto da patologia irreversibile, questa patologia è fonte di sofferenze intollerabili ed è pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli.

Suicidio assistito, primo sì in Italia per Mario: “Mi sento più leggero”

Pur rimanendo qui immobile ho capito che in questi mesi ho fatto una cosa grande” ha dichiarato Mario, qualche giorno fa, nella consapevolezza che il Comitato etico decidesse di dare il via libera. “Adesso mi sento più leggero, mi sono svuotato di tutta la tensione accumulata in questi anni” ha commentato appena ha saputo di aver ricevuto un sì come risposta.

Con la sua battaglia, quest’uomo ha scritto una pagina storica. L’Associazione Coscioni gli è sempre stata accanto e ha raccolto e depositato 1 milione 240 mila firme per il referendum sull’eutanasia. Mario ora potrà decidere quando morire e potrà farlo a casa sua, circondato dalle persone care. Potrà anche decidere di cambiare idea all’ultimo, perché il suicidio assistito prevede l’azione della persona che lo chiede. Solo lui potrà autosomministrarsi il farmaco letale.

Suicidio assistito, primo sì in Italia per Mario: una conquista importante

Ad agosto dell’anno scorso, Mario aveva ricevuto l’ok dalla Svizzera per andare a morire lì, dove il suicidio assistito è consentito. In seguito ha scelto di seguire la via indicata dalla sentenza della Corte Costituzionale, cioè far verificare alla sua Asl la presenza dei 4 requisiti necessari per accedere al suicidio assistito. Ci sono voluti 13 mesi perché un’equipe di medici e psicologi lo visitassero e altri due per avere la risposta del Comitato etico. “Un calvario dovuto allo scaricabarile istituzionale” ha dichiarato Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Coscioni. Nel documento si dice che i requisiti ci sono e si chiedono informazioni sul tipo di farmaco indicato e sulle modalità di somministrazione. La politica in tutto questo non si è mossa. Ad ottenere il risultato sono state le azioni giudiziarie promosse da Filomena Gallo, Segretaria nazionale e avvocata dell’Associazione Coscioni che parla di “lunga attesa molto grave” e annuncia che “ora procederemo con le indicazioni sull’autosomministraizone del farmaco”.

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