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Sulla spiaggia protetta di Porto Cesareo con il suv, auto insabbiata e multa salatissima

Sulla spiaggia protetta di Porto Cesareo con il suv, multa salatissima dopo che personale dell'Area marina e residenti avevano chiamato i carabinieri

L'uomo fotografato dai residenti

Sulla spiaggia protetta di Porto Cesareo con il suv, multa salatissima per un uomo che tra l’altro aveva anche violato con la famiglia le norme anti covid, visto che per la sua bravata era arrivato dalla provincia di Cosenza. Probabilmente, domenica 11 aprile scorso, aveva scambiato la  spiaggia dell’Approdo di Porto Cesareo in un percorso da fuoristrada.

Tuttavia non ha fatto i conti con il personale dell’Area marina protetta e con i carabinieri. I militari, allertati dai residenti, hanno multato l’uomo per 2.700 euro.  Secondo quanto verbalizzato l’uomo era arrivato con moglie e due figli a bordo di una Range Rover Evoque. Poi aveva approfittato di un varco nel muretto a secco che delimita la spiaggia e si era “accomodato” con il suo ingombrante macchinone in riva al mare. 

Sulla spiaggia protetta con il suv: la nota

Una nota dell’Area Marina spiega bene l’accaduto che in passato e su altri lidi ha visto molti emuli del cosentino: “Nei pressi dell’accesso all’area antistante la Torre costiera denominata della Chianca è entrato per due volte, schiacciando il cordone dunale, nella spiaggetta confinante con il Lido Tabù. L’auto quindi ha iniziato a scorazzare sulla sabbia bianca, apparentemente indisturbata, proprio sino al Tabù dove tra l’altro si è poi insabbiata costringendo gli occupanti a scendere”. 

La sindaca ringrazia cittadini e operanti

E la sindaca Silvia Tarantino ha commentato: “Una vicenda spiacevole, senza ombra di dubbio. La fama di Porto Cesareo nota in tutto il mondo per le sue spiagge e le bellezze naturalistiche che ci sono valse un’Area marina protetta tra le più importanti d’Italia e un Parco regionale e sito d’interesse comunitario, viene prima da Madre Natura e subito dopo dal lavoro costante e quotidiano di tutti.

Alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria il compito di procedere come da norma, e al personale dell’Area marina protetta come ai cittadini che con senso civico hanno segnalato ciò che si stava verificando, il mio grazie”.

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