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Superbonus, l’analisi della Cgia: “Ha avvantaggiato le persone più ricche”

L'ufficio studi della Cgia di Mestre ha analizzato in che modo i beneficiari hanno tratto vantaggio dal Superbonus : ecco cosa è emerso.

Superbonus Cgia

Con il Superbonus è stato in pratica erogato lo stesso importo speso finora con il Reddito di cittadinanza”. A dirlo è il centro studi della Cgia (Associazione Artigiani e Piccole Imprese) di Mestre che ha analizzato quali sono stati i benefici della misura da quando è stata introdotta e in che modo ha impattato sulle varie fasce della popolazione.

L’organizzazione, in particolare, ha sottolineato come questo provvedimento vada ad avvantaggiare soprattutto la fascia “più facoltosa”. 

Superbonus, Cgia fa il punto della situazione sull’impatto di questa misura

La Cgia dunque non ha risparmiato critiche ponendo l’accento su come i beneficiari traggano vantaggio dal Superbonus: “i vantaggi hanno interessato pochissime persone, in particolar modo facoltose, con un livello di istruzione medio-alto e con proprietà immobiliari ubicate nei centri storici delle grandi città, in particolar modo del Centronord.

Insomma, è una misura molto costosa, fortemente sbilanciata a favore dei ricchi, e anche distorsiva del mercato”. 

Pur non essendo una misura da “bocciare”, stando a quanto emerge dall’indagine il Superbonus presenta comunque “un costo in capo alla fiscalità generale spaventoso e non proporzionale al numero di edifici che vengono efficientati”. 

Le regioni che hanno fatto più ricorso al Superbonus

L’Associazione ha fatto il punto della situazione su quali sono state le Regioni che hanno fatto maggiormente ricorso al Superbonus.

In testa troviamo il Veneto dove, in relazione agli edifici residenziali esistenti, le asseverazioni sono state 13.933 (incidenza dell’1,3%). A seguire troviamo Lazio e Toscana dove abbiamo un’incidenza dell’1,2%. In Lombardia ed Emilia-Romagna è dell’1,1%. Tra le Regioni che ne hanno meno beneficiato troviamo invece Sicilia e Liguria con lo 0,5% di incidenza seguite da Calabria e Molise con lo 0,6%. 

Infine guardando l’importo medio delle detrazioni alla fine dei lavori, emerge come a livello nazionale si spenda 187.437 euro per edificio residenziale.

Il picco viene toccato dalla Basilicata dove si spende in media 299.026 euro, seguito dall’Abruzzo con 244.127 euro. Nell’altra parte della classifica sono presenti il Friuli Venezia Giulia con 144.177 euro a edificio e il Veneto con 146.171 euro. 

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