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Svizzera, donna con problemi psichici picchia a morte il figlio di 4 anni: condannata

In Svizzera, una donna con problemi psichici ha picchiato a morte il figlio di 4 anni ed è stata condannata dal Tribunale d’Appello del Canton Zurigo.

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In Svizzera, una donna di 32 anni, affetta da problemi psichici, è stata condannata dal Tribunale d’Appello del Canton Zurigo a sottostare a un trattamento stazionario detto “piccolo internamento”. La donna è responsabile di aver ucciso il figlio di 4 anni, picchiandolo a morte.

Svizzera, donna con problemi psichici picchia a morte il figlio di 4 anni: condannata

Nel mese di gennaio 2019, a Bühlach, nel Canton Zurigo, i soccorritori avevano ricevuto numerose segnalazioni relative alla presenza di una donna che sedeva nelle vicinanze di una fontana con un bambino privo di sensi tra le braccia. Non appena i sanitari la raggiunsero, tentarono senza successo di rianimare il piccolo.

Poco dopo, per la morte del bimbo, sua madre venne arrestata: gli accertamenti condotti sulla salma della giovanissima vittima, infatti, avevano indicato che il bambino era stato ucciso a causa delle percosse ricevute.

Intanto, le indagini condotte dalle forze dell’ordine avevano rivelato che la 32enne soffrisse di problemi psichici.

In seguito al drammatico evento e al processo celebrato sul caso, la donna è stata dichiarata colpevole per le accuse di lesioni personali in stato d’incapacità. Pertanto, l’imputata è stata condannata a sottoporsi a un trattamento stazionariodetto anche “piccolo internamento”, secondo quanto previsto dall’articolo 59 del Codice penale.

Durante il trattamento stazionario, la 32enne riceverà le cure necessarie ma, nel caso in cui dovesse essere rilasciata, dovrà lasciare la Svizzera, Paese dal quale verrà espulsa.

L’espulsione verrà registrata nel Sistema d’Informazione Schengen che le impedirà di recarsi anche in altre Nazioni che hanno aderito all’accordo.

Svizzera, donna con problemi psichici picchia a morte il figlio di 4 anni: l’accusa

La sentenza emanata dal Tribunale d’Appello del Canton Zurigo ha respinto quanto richiesto dal procuratore, che aveva auspicato una condanna per omicidio intenzionale e negligente. Secondo la corte zurighese, tuttavia, l’imputata non era in grado di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

A ogni modo, in considerazione dei risultati emersi dall’autopsia condotta sul corpo del piccolo, è stato appurato che il bimbo è deceduto a causa delle percosse ricevute. Pare, infatti, che la giovanissima vittima sia stata colpita ripetutamente anche con una cintura oppure con un cavo elettrico. Inoltre, la cute del bambino era devastata da lividi ed emorragie a braccia e gambe. Le lesioni riportate avevano provocato un’embolia polmonare che aveva scatenato una severa insufficienza cardiaca.

In considerazione dei risultati dell’esame autoptico, l’accusa aveva sottolineato che la donna aveva “ripetutamente maltrattato e castigato” suo figlio e, pertanto, doveva essere consapevole di essere sul punto di ucciderlo. Per l’accusa, quindi, la vicenda doveva essere considerata come un episodio di omicidio intenzionale: “È una persona fortemente disturbata mentalmente ed è un pericolo per il pubblico in generale”.

Svizzera, donna con problemi psichici picchia a morte il figlio di 4 anni: la difesa

In occasione della divulgazione della sentenza, la 32enne non si è recata in tribunale: in sua vece, era presente il suo avvocato difensore che ha chiesto per lei l’assoluzione.

Per l’avvocato difensore, esiste un “ragionevole dubbio” che a infliggere le ferite alla vittima sia stata la madre in quanto esse potevano essere scaturite anche da “una caduta dalle scale”.

Per quanto riguarda la donna, le è stato diagnosticato un disturbo noto come schizofrenia paranoide. Nel tentativo di placare le voci che le rimbombavano nella testa e sopportare i disturbi che la affliggevano, la 32enne si era rivolta all’alcol. Ciononostante, in una circostanza, aveva improvvisamente distrutto l’abitazione nella quale viveva.

Nel periodo in cui è stata trattenuta in detenzione preventiva, invece, è stata ricoverata nel reparto di psichiatria per tre volte in quanto, con l’avvicinarsi del compleanno del figlio, la donna sistematicamente stata travolta da attacchi psicotici violenti.

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