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Svizzera, tamponi gratis ai frontalieri ma la Lega del Canton Ticino protesta

I frontalieri che lavorano in Svizzera potranno usufruire di cinque tamponi gratis al mese: la Lega dei Ticinesi protesta.

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La Svizzera ha esteso ai frontalieri la possibilità di effettuare test rapidi gratuiti per verificare la presenza del Covid e facilitare il traciamento dei contatti. Una decisione in linea con la volontà delle autorità di invidividuare prontamente possibili punti di diffusione dell’epidemia e che ha scatenato la protesta della Lega dei Ticinesi.

Svizzera, tamponi gratis ai frontalieri

Oltre ai cittadini che risiedono in Svizzera, ora potranno dunque usufruire della possibilità di un test gratuito anche i lavoratori frontalieri. Si tratta di cinque tamponi rapidi gratuiti al mese da effettuare nelle farmacie presentando il tesserino della cassa malati, il permesso di lavoro oppure la tessera sanitaria italiana.

La possibilità riguarda migliaia di pendolari italiani su cui non ricadrà nessun costo: tutte le spese per i test sono a carico della Confederazione.

Una scelta che ha destato l’ira della Lega dei Ticinesi, la quale ha lamentato il fatto che i cittadini elvetici debbano vedere i propri soldi utilizzati in questo modo. Contanto che un test costa 12 franchi, che i test che si possono fare gratuitamente sono cinque (60 franchi) e che solo in Ticino lavorano 70 mila italiani, si arriva ad un totale di 4.206.900 franchi al mese.

Che il nostro Paese, oltre a tenere le frontiere sempre spalancate e senza controlli, finanzi pure i test di massa ai frontalieri con i soldi dei contribuenti, va decisamente troppo in là“, ha commentato Lorenzo Quadri. Come soluzione ha proposto che i test rapidi li paghino i frontalieri che ne usufruiscono, che i costi ricadano sui loro datori di lavoro oppure che questi vengano dedotti dai ristorni delle imposte che la Svizzera versa ogni anno all’Italia.

E’ palese che questo costo non può semplicemente essere scaricato sul groppone di cittadini svizzeri“, ha concluso.

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