Avvelenati dal tallio, morta a Monza una terza donna
Avvelenati dal tallio, morta a Monza una terza donna
Cronaca

Avvelenati dal tallio, morta a Monza una terza donna

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Avvelenati dal tallio, morta a Monza una terza donna

Il tallio ha fatto una terza vittima nella famiglia Del Zotto. Nel frattempo continuano le indagini, che ora non guardano più ai piccioni.

Il caso sta diventando un vero è proprio giallo. La famiglia Del Zotto è ormai letteralmente falcidiata dal tallio. Non molte ore fa, durante la notte, è venuta a mancare Maria Gioia Pittana, la terza vittima dell’intossicazione, e madre di Patrizia Del Zotta, la prima persona a soccombere. Resta ancora misteriosa la causa dell’intossicazione. Inizialmente si era pensato al guano dei piccioni ma poi l’attenzione degli inquirenti si è spostata su cibo o topicida.

Tallio killer

Tutto è iniziato con la morte di Patrizia Del Zotto, avvenuta nella notte del 2 ottobre scorso. Ad uccidere la donna di 62 anni è stata un’intossicazione da tallio. Secondo i primi accertamenti medici e le indagini dei carabinieri, la donna, assieme ad altri familiari, sarebbe stata esposta ad esalazioni di guano di piccioni (contenenti appunto tallio), che avevano infestato il fienile della loro casa di campagna, in provincia di Udine. Ad avvalorare l’ipotesi, è il fatto che la famiglia Del Zotto è un ‘famiglia per bene’, quindi sembrerebbe improbabile che ci sia stato un atto volontario.

Tuttavia, a poche ore di distanza, è morto anche il padre della donna, per lo stesso motivo, ossia avvelenamento da tallio.

L’uomo, Giovanni Battista Del Zotto, 94 anni, era stato ricoverato in contemporanea con la moglie Maria Gioia Pittana, di 87 anni. Ricoverata pure la figlia di 58 anni, le cui condizioni, adesso, sembrano migliorare. Si continua, però, a ritenere che la causa della morte sia da ritrovare nel guano dei piccioni.

tallio

Continuano le indagini

Adesso l’attenzione degli investigatori si è spostata dagli escrementi di uccelli, a cibi e topicidi. I carabinieri hanno prelevato ieri i filtri di un deumidificatore e di un condizionatore presenti nella casa di campagna di Santa Marizza di Varmo (in provincia di Udine) in cui le vittime avevano trascorso le vacanze estive, ignare di quello che sarebbe poi loro successo. Viene esclusa, invece, la presenza della sostanza tossica nell’acqua del pozzo artesiano, mentre si attendono ancora i decisivi risultati delle analisi fatte sui campioni di topicida e altro materiale prelevato nell’abitazione. I carabinieri sperano così di giungere presto alla soluzione del caso.

Il tallio

Il tallio è un elemento chimico, e il suo numero è l’81.

La sua elevata e pericolosa tossicità è causata dalla sua capacità di sostituirsi ai cationi dei metalli alcalini presenti nell’organismo, principalmente potassio e sodio. Questa sostituzione scombina molti dei normali processi cellulari. Tra gli effetti dell’avvelenamento da tallio rientrano la perdita dei capelli e il danneggiamento dei nervi periferici. Il tallio, in più, è anche un sospetto cancerogeno. Proprio a causa della sua tossicità l’uso di sali di tallio come topicida è stato bandito in molte nazioni.

Il contatto con la pelle è pericoloso e, per evitare danni da inalazione, la fusione del tallio deve essere condotta in ambienti sufficientemente ventilati.

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