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Taormina, eliporto G7 abusivo: ordinato smantellamento

Taormina, lʼeliporto per il G7 era abusivo: ordinato smantellamento, ma il sindaco della città punta i piedi: "Lo regolarizzeremo, abbiamo bisogno di questa struttura".

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Taormina, eliporto G7 abusivo: ordinato smantellamento

A Taormina per il G7 era tutto perfetto. Lo scorso maggio, il 26 e 27, l’Italia aveva fatto un’ottima figura con tutti i capi di Stato che hanno preso parte all’importante appuntamento. Erano state decisamente apprezzate tutte le misure approntate e la disponibilità della regione Sicilia ad accogliere un tale evento, dall’indubbio risalto internazionale.

Poi, però, unaa volta calato il sipario e dopo aver spento le luci dei riflettori, sono venute fuori le magagne. Per accogliere i potenti della terra, infatti, a Taormina erano stati costruiti due eliporti: uno ha visto la luce su un terreno privato, mentre l’altro è sorto sul territorio comunale.

Qual è stata la loro sorte finito il G7? Il primo è stato demolito a distanza di tre giorni dopo il summit, immediatamente quindi.

Il secondo, invece, è ancora lì, e adesso rappresenta il motivo del contendere in una querelle politica dai toni molto accesi.

La Soprintendenza, infatti, ha intimato lo smontaggio dell’eliporto, le Belle Arti concedono 60 giorni di tempo al Comune di Taormina e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per rimuovere la struttura realizzata accanto alla piscina in occasione del summit, e lì rimasta nonostante gli accordi iniziali fossero diversi.

A quanto pare l’elipista che è lì da oramai cinque mesi, deve essere smantellata.

Non solo non è conforme alle regole di sicurezza, ma risulta abusiva, deturpa il paesaggio e ha creato, legittimamente, la furia di alcuni cittadini che ne hanno chiesto l’abbattimento. Da loro, infatti, pare sia partita una protesta perché vengano rispettati gli accordi assunti a monte: doveva essere un’opera provvisoria.

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L’ordine della Soprintendenza

Ecco il testo che intima al comune di Taormina lo smantellamento dell’eliporto: “Si ordina al Comune di Taormina, nella persona del sindaco e del responsabile dell’ufficio territorio e ambiente, nella qualità di titolare dell’area sulla quale insiste l’opera e di titolare della responsabilità in materia urbanistica ed edilizia, e al Commissario straordinario per la realizzazione degli interventi infrastrutturali e di sicurezza connessi alla Presidenza italiana del gruppo dei Paesi più industrializzati G7, nella persona del prefetto dott. Carpino, di provvedere entro sessanta giorni dal ricevimento della presente alla remissione in pristino stato dell’area denominata Piano Piscina». «Il Comune di Taormina, nella qualità di organo di polizia municipale – continua la Soprintendenza -, è onerato di dare notizia alla scrivente tanto dell’avvio delle procedure di remissione in pristino stato quanto dell’avvenuto adempimento.”.

E, ancora, l’eliporto, così come scritto, non è conforme al piano urbanistico: “l’elipista in atto presente a Taormina denominata Piano Piscina, non è conforme allo strumento urbanistico, come risulta dagli atti prodotti dall’Amministrazione comunale medesima.”.

Il G7 a Taormina

Il 43º vertice del G7 si è svolto al Palacongressi di Taormina (ME), in Sicilia, Italia, il 26 e 27 maggio 2017. La riunione è stata guidata dal Presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni. Per la quarta volta consecutiva dopo la sospensione della Russia dal G8 nel marzo 2014 il vertice si è tenuto nel formato G7. In occasione dell’evento è stato emesso un francobollo celebrativo da 0,95 €.

La scelta di Taormina come sede del G7 fu annunciata dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi il 4 luglio 2016. Il vertice era inizialmente programmato per svolgersi a Firenze. Tra i motivi del cambio di scelta, Renzi citò le parole di un leader internazionale in occasione di un precedente vertice che con una battuta aveva evidenziato il suo pregiudizio nei confronti della Sicilia additandola come terra di mafia e affermò che quelle parole lo avevano convinto a fissare il G7 proprio in Sicilia.

La scelta della Sicilia è stata inoltre motivata dal Governo con la volontà di tener viva l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale e dei leader sulla vicenda delle migrazioni e dei profughi. Il logo e il programma dell’evento sono stati presentati a Taormina il 22 ottobre 2016. Ben quattro dei sette leader (Gentiloni, May, Trump e Macron) hanno partecipato al vertice per la prima volta.

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